Economia e territorio 

Arredi pop in banca per la nuova filiale

Cascina, taglio del nastro alla Banca Popolare di Lajatico che razionalizza le sedi scegliendo posizioni strategiche. Il direttore: «Siamo specialisti del territorio»

CASCINA. A distanza di pochi mesi dall’inaugurazione della filiale di Sovigliana a Vinci, la Banca Popolare di Lajatico ha tagliato un altro nastro “strategico”. Ieri, infatti, è stata presentata alla città e ai clienti la nuova filiale che la Popolare di Lajatico ha aperto nella città del mobile, in via Nazario Sauro, scelta per la sua collocazione, al confine con il comune di Vicopisano. Dopo la chiusura della filiale di Lavoria, presa più volte di mira dai ladri di bancomat, e dopo avere rinunciato ad uno sportello a Lugnano, la banca di Lajatico ha investito risorse per aprire una filiale, che unisce l’utile ad una visione più ampia di promozione della cultura, a Cascina, secondo comune della provincia per abitanti. «E’ questa una scelta per noi strategica – ha spiegato il direttore generale, Daniele Salvadori – che ci consente di non abbandonare i vecchi rapporti con i territori dove eravamo presenti. Diciamo che il modo di lavorare si trasforma, in fondo ci siamo spostati di un chilometro da Lugnano, dopo un confronto anche con gli amministratori vicaresi». Taglio del nastro come da tradizione e con la benedizione del parroco e la presenza del vicesindaco Dario Rollo, per la piccola banca della provincia che è riuscita a restare autonoma. «Da oltre 130 siamo banca del territorio e noi vogliamo continuare ad esserlo», ha aggiunto Salvadori, spiegando la scelta di realizzare una banca pop, senza tralasciare aspetti che sono legati al mondo del lavoro e della tradizione dell’artigianato del legno, che per molti anni è stata un vanto di Cascina.

L’apertura di una filiale, hanno ricordato i vertici della banca, è sempre un fatto positivo e ora più che mai, in tempi in cui le banche si fondono tra di loro, accorpano, razionalizzano. La previsione è che nei prossimi tre anni ci sarà la chiusura sul territorio nazionale di almeno duemila sportelli.

La progettazione della filiale è stata affidata allo studio di Alberto Bocelli, vicepresidente della banca, la parte artistica è stata curata dall’architetto Alberto Bartalini, mentre le opere di “veNatura”, il filo conduttore che si ispira alle venature del legno, sono di Elisabetta Cardella. « Attraverso la rielaborazione digitale di vecchie foto delle botteghe di falegnameria, disegni e manufatti della Scuola d’Arte, manifesti e documenti della Mostra Annuale del Mobilio, nasce un excursus visuale nel tempo e nella memoria della città, dove ieri, oggi e il futuro si fondono in una composizione che gioca con la serialità e il colore. Il linguaggio digitale dialoga con linee classiche, incontra i concetti di manualità, unicità e esalta il fascino di ciò che è artigianale», ha spiegato l’artista.

Si ricorda che il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Lajatico ha da pochi mesi approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2017 che chiude con un utile netto di € 1.359 mila (+44,4% annuo).

I risultati conseguiti dalla hanno confermato la positiva evoluzione dei volumi operativi e il rafforzamento dei principali margini reddituali già avviati nella prima parte dell’anno, mantenendo contenuti livelli di rischiosità dell’attivo e un significativo grado di patrimonializzazione rispetto ai livelli minimi richiesti dalla normativa di vigilanza, che collocano la Popolare di Lajatico nella fascia alta delle classifiche di settore relative agli indici di solidità. —

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