Dopo 15 anni si scopre che il processo è da rifare

Clamoroso colpo di scena nella "guerra del cuore" che ha visto l'azienda ospedaliera pisana accusata di mobbing dopo che aveva "smontato" la cardiochirurgia

A Pisa è nota come la “guerra del cuore” ed è una pagina di sanità toscana destinata a fare ancora parlare. È la battaglia portata avanti da alcuni chirurghi che nel corso del 2003 avevano denunciato di essere stati demansionati per fare spazio ad un collega arrivato dall’Olanda. Ad avere portato in tribunale l’Azienda ospedaliera c’era anche il direttore dell’unità operativa di cardiochirurgia, il professor Uberto Bortolotti, ordinario di cardiochirurgia dell’Università di Pisa.

Se i colleghi si erano rivolti al giudice del lavoro ottenendo un risarcimento, il contenzioso del professor Bortolotti era finito dal giudice civile. Ma dopo 15 anni di attesa, dopo la sentenza di primo grado che si era conclusa in favore del primario, ecco che la Corte di Appello (giudizio di secondo grado), alcune settimane fa, ha completamente ribaltato la situazione con una sentenza che il primario non esita a definire “politica” oltre che difficile da comprendere. Dopo il danno la beffa. La storia: correva l’anno 2003 (i tempi della giustizia certe volte sono davvero incomprensibili) quando il professor Bortolotti, direttore dell’unità operativa, e cinque suoi collaboratori fecero causa all’Aoup per mobbing. Per scelte aziendali che i medici contestavano si era venuta a creare una situazione per cui operava solo il collega arrivato dall’Olanda, il dottor Jan Gerhard Grandjean, e il loro compito si riduceva a visitare i pazienti, seguire le cartelle cliniche e altre attività burocratiche. Interminabili udienze, testimonianze, perizie avevano portato a definire la vicenda in primo grado sia per il direttore dell’unità operativa che per i medici. Il tribunale civile di Pisa aveva evidenziato responsabilità (in varia misura) dell’Azienda ospedaliera e del medico olandese e li aveva condannati insieme all’Università di Pisa a pagare un risarcimento di quasi 500mila euro. Le parti avevano fatto ricorso in Appello

. E ora la Corte di Appello di Firenze (seconda sezione civile) ha totalmente riformato la sentenza di primo grado sostenendo che il giudice competente per la controversia è un altro, cioè quello amministrativo. Ha inoltre condannato Bortolotti a rimborsare l’Auop e Grandjean a pagare le spese processuali di entrambi i gradi di giudizio per oltre 60mila euro. «È scandaloso che dopo tutto questo tempo si ribalti la situazione senza entrare nel merito – dice il professor Bortolotti –. Dopo che ho subìto comportamenti che mi hanno penalizzato interviene una sentenza che ha tutta l’aria di essere politica. Una vera beffa. Per assurdo, dovrei rimborsare chi mi ha danneggiato in modo irreversibile. Vedrò quali strade percorrere per contrastarla»