Dimissioni rapide da tutti i reparti per snellire il pronto soccorso

di A.Q.

Dopo il caos all’ospedale Lotti, la direzione cerca rimedi Il Nursind: «Servono assunzioni di medici e infermieri» 

PONTEDERA

L’eco del caos al pronto soccorso di Pontedera dell’altro giorno, con 48 persone in attesa e barelle ovunque e zero posti a sedere nella sala d’attesa è arrivato fino ai piani alti dell’ospedale e nelle riunioni dei sindacalisti. Il direttore del Lotti e del Santa Maria Maddalena di Volterra, Renato Colombai, parla di «afflusso normale nel periodo, eccetto lunedì» e della volontà di partire con «le dimissioni anticipate nei reparti e ricoveri rapidi dal pronto soccorso». Filomena Albano, rsu del Nursind, invece, afferma che «l’unica soluzione è fare assunzioni di medici e infermieri come chiedono i sindacati da tempo».

MIGLIORARE L’ORGANIZZAZIONE

Una vicenda, quella della carenza di personale, di cui si parla spesso e che vede Colombai in disaccordo: «Prima di fare assunzioni, credo che si dovrebbe avere un’organizzazione migliore». È l’utilizzo del personale, quindi, secondo il direttore dell’ospedale a dover essere migliorata. Ma Colombai fa anche una sorta di mea culpa per quello che è accaduto lunedì al pronto soccorso. Non chiede scusa apertamente, ma parla di voler «migliorare il rapporto tra personale e pazienti, che rappresenta una delle basi di un percorso di cura».

DIVERSITà NELLA STESSA ASL

Albano, sul fronte del miglioramento dei rapporti tra infermieri e persone che si affidano al pronto soccorso, però, ribadisce la sua convinzione: «Credo che chi lavora in questo reparto sappia come si trattano i pazienti. Se ci fossero turni normali e non massacranti e la giusta rotazione dei dipendenti, probabilmente ognuno di noi sarebbe meno stanco e più lucido durante il lavoro. Invece ci sono infermieri al pronto soccorso che devono smaltire 180 o 140 giorni di ferie, perché non c’è possibilità di essere sostituiti. In altri ospedali dell’Asl Toscana Nord Ovest sono stati chieste sostituzioni per il periodo estivo, ottenendo risposte positive da parte dell’azienda. A Pontedera questo non è avvenuto. E ne paghiamo le conseguenze in giornate come quella di martedì, in cui è avvenuto un afflusso eccezionale di persone».

PRIORITà IN BASE ALLA GRAVITà

Anche perché al pronto soccorso spesso si rivolgono pazienti che, in altri tempi, sarebbero stati curati in altre sedi, come conferma Colombai: «Ormai il pronto soccorso è considerato come la cura di tutti i mali. Quando si esce si ha spesso una diagnosi completa ed è mèta anche di chi non ne avrebbe bisogno. Anche per questo cercheremo fin da subito di agire nei confronti dell’utenza, cercando di far capire che in quell’area dell’ospedale la priorità con cui si viene curati è definita dalla gravità della patologia, non dalla cronologia di arrivo».

DIMISSIONI RAPIDe

Da ieri, almeno stando a quanto spiegato da Colombai, al Lotti ci dovrebbe essere stata un’accelerata sulla rotazione dei posti letto nei reparti tra chi viene dimesso e chi ha bisogno di essere ricoverato dopo il passaggio al pronto soccorso. «Di solito un paziente viene dimesso alle 16 dal reparto – prosegue il direttore del Lotti – Per provare ad alleggerire il pronto soccorso, cercheremo di dimettere in tarda mattinata le persone». Resta poi la scena bruttissima delle barelle con i pazienti nei corridoi del pronto soccorso. «È un fatto a cui cercheremo di porre rimedio fin da subito», conclude Colombai. —

A.Q.

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