Fanno esplodere un bancomat, boato nella notte a Prato
Arrestati a Venezia, si erano spartiti 10mila euro a testa

di Francesco Albonetti

Colpo grosso alla filiale della Cassa di risparmio di Firenze a Viaccia. I malviventi, erano in tre, hanno usato una "piattina" di metallo carica di esplodivo facendolo esplodere a distanza

PRATO. Un gran boato poco dopo le 3 di sabato 17 maggio notte ha svegliato di soprassalto gli abitanti della zona di Viaccia, Narnali e via Pistoiese. Tre malviventi sono entrati in azione alla filiale della Cassa di risparmio di firenze-Banca Intesa a Viaccia, proprio sulla via Pistoiese. Obiettivo: fare esplodere il bancomat, solitamente carico di soldi il venerdì sera, per consentire agli utenti di prelevare i contanti nel week-end. Il botto è stato talmente forte che ha completamente sventrato una parete della banca. Frammenti di ferro e calcinacci, nonché diverse banconote, sono state trovate anche a molte centinaia di metri di distanza.
 

I carabinieri, intervenuti subito sul posto per i rilievi, hanno poi accertato che a provocare la deflagrazione è stata probabilmente una “piattina”, una carica di esplosivo infilata in una scatola metallica inserita nella fessura del bancomat e fatta esplodere con un comando a distanza. Il bancomat è stato sventrato dai ladri e svuotato quasi dell’intero suo contenuto: circa 30mila euro, che i tre rapinatori si sono poi spartiti in parti uguali. Molto ingenti i danni arrecati alla filiale, forse superiori allo stesso bottino del furto. E' andata in frantumi anche la telecamera della banca, che avrebbe potuto fornire elementi utili alle indagini.
 

Ma non ce n’è stato bisogno. Quasi un caso fortuito ha voluto che gli autori del colpo siano stati individuati e catturati appena qualche ora dopo. Infatti, il loro arresto rientra in un blitz operato dal Comando provinciale dei carabinieri di Venezia nel quadro di un’operazione, già programmata nei dettagli, contro una banda dedita proprio ai furti ai danni di bancomat con l’utilizzo di esplosivo, in qualche caso anche di quello utilizzato nelle cave.
 

I tre malviventi sono gli utimi che i carabinieri hanno presi ieri mattina all'alba a Occhiobello. Tornavano a casa dopo aver fatto saltare il bancomat della filiale pratese. Daniele Antico, 59 anni, Luciano Conte (56) e Pietro Angelo Scarpa (48), in tasca avevano, ciascuno, 10mila euro e in auto gli attrezzi del mestiere, compresi una decina di barattoli di chiodi a quattro punte da gettare in strada, durante la fuga, in caso fossero inseguiti dalle forze dell'ordine. Sono tre appartenenti alla banda che in meno di un anno, tra il 2013 e il 2014, ha messo a segno oltre quaranta colpi ai danni di bancomat e casse continue, fatti saltare con l'esplosivo, in Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

 

Il materiale dell'arresto fornito dai carabinieri di Chioggia

 

Ieri i carabinieri della Compagnia di Chioggia del capitano Antonello Sini, hanno smantellato il gruppo eseguendo 11 ordinanze di custodia cautelari, tre delle quali riguardano anche i banditi arrestati a Occhiobello. L'indagine sono iniziate nel gennaio 2013 e hanno portato a 11 ordinanze di custodia cautelare e 1 ordinanza cautelare di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di pregiudicati e di alcuni insospettabili residenti nella Riviera del Brenta e nella provincia di Rovigo. I colpi, tutti commesi utilizzando esplosivo da cava, sono stati commessi ai danni di bancomat in Veneto e Emilia Romagna.

 

Solo nell’ultimo caso, andato male, si sono spinti fino a Prato. Le indagini hanno consentito di dimostrare come il gruppo operava in maniera professionale, non lasciando nulla al caso e con modalità studiate e diventate standard: ricognizione dei possibili obiettivi per verificare le vie di fuga e l'esistenza di sistemi d'allarme e di ripresa video; l'oscuramento dell'illuminazione pubblica e delle telecamere di videosorveglianza della banca spaccandole con pietre lanciate con una fionda; il posizionamento dell'auto a distanza di sicurezza, con la creazione di vie di fuga mediante il taglio delle recinzioni delle proprietà private nei dintorni del bancomat; l'esplosione dei cash dispenser mediante l'inserimento della "piattina" metallica contenente l'esplosivo, dopo aver forzato la bocchetta di erogazione del contante.