Il parroco e i residenti dichiarano guerra alla "sosta selvaggia"

di Barbara Burzi

Prato, a Figline ogni sera la situazione diventa insostenibile. Don Billi: "La piazza della Chiesa dovrebbe diventare pedonale"

PRATO. Parcheggi selvaggi, divieti che non vengono rispettati e un'attenzione, sempre meno presente, alla tutela del patrimonio storico e culturale: Figline, frazione della zona nord di Prato, non si riconosce più. L'aumento del numero di abitanti che negli ultimi anni ha interessato questa zona della città sta mettendo a dura prova i residenti del paese. La goccia che ha fatto traboccare il vaso facendo perdere la pazienza a molti è stato l'incidente causato qualche giorno fa da un'auto, che entrando nell'area pedonale, ha danneggiato il monumento dedicato ai martiri di Figline.

un paletto che doveva impedire la sosta delle auto abbattuto (foto Batavia)

L'episodio - secondo Alessio Becchi, portavoce di molti suoi compaesani - è emblematico di una situazione che sta diventando insostenibile. Tra i problemi di maggiore rilevanza c'è quello dei parcheggi. "Si continua a lasciare l'auto dove capita - racconta - nonostante siano stati costruiti due bei parcheggi, che il più delle volte restano vuoti. Invece di fare due passi a piedi, si preferisce lasciare l'auto in doppia e tripla fila purché vicino a casa. Con una media di tre auto a famiglia, questo non è più sostenibile". Conclude con una richiesta: "Vorremmo più attenzione da parte dell'amministrazione comunale, al momento, la frazione di Figline viene ricordata solo in occasione del 6 Settembre e del 25 Aprile, per poi ricadere nell'annuale oblio di sempre".

In prima linea contro il malcostume della sosta selvaggia è impegnato anche il parroco di Figline, don Giuseppe Billi, il quale, racconta che una volta ha dovuto persino chiamare i carabinieri per far rimuove un'auto. "Me l'avevano parcheggiata a trenta centimetri dal portone della chiesa - spiega - sto parlando di un caso limite, ma riempire la piazza di auto è diventata la norma". Nemmeno i paletti lungo il perimetro del sagrato della chiesa sono bastati a dissuadere gli automobilisti dalla sosta.

Altre soste problematiche

"Quest'area dovrebbe diventare pedonale - sostiene il parroco - Coma faccio in questa situazione a organizzare le feste per i bambini e le famiglie se le persone non possono raggiungere la piazza per via delle macchine?". La fascia oraria più critica, secondo Becchi, è quella serale. "Durante il giorno non ci sono problemi, ma con i rientri dal lavoro, dalle 18 in poi, non si riesce nemmeno più a passare, con conseguenze negative sulla viabilità. Se qualcuno dovesse sentirsi male, i mezzi di soccorso non riuscirebbero neanche a raggiungere il centro del paese", fanno notare.

"E' un problema di malcostume - aggiunge la titolare dell'edicola di via di Cantagallo - i parcheggi ci sono, ma il più delle volte rimangono vuoti perché le persone pretendono di arrivare con la macchina sotto casa e questo non è possibile". Don Billi ritiene che sia venuta a mancare l'attenzione per il paese. "Un paese - dice - da cui proviene il marmo verde, da sempre al centro della storia artistica e che può vantare una delle più belle chiese di sempre. E' una perla, che da sola sarebbe bastata per ottenere la candidatura di Prato a capitale europea della cultura. Purtroppo, però, gli interventi che si sono susseguiti, prima con l'abbattimento della fornace poi con l'approvazione del piano di lottizzazione, hanno trasformato questo piccolo borgo che aveva un patrimonio di archeologia industriale unico al mondo".