Esposto cartello "ladri, ladri, ladri" al processo Bpvi

A Vicenza l'udienza preliminare, centinaia di parti civili. L'ex presidente Gianni Zonin mercoledì 13 parlerà davanti alla commissione parlamentare

PRATO.  È iniziata l'udienza preliminare del processo agli ex vertici della banca Popolare di Vicenza.
Come previsto, al tribunale di Vicenza si sono presentati numerosi cittadini per chiedere di costitursi parte civile. Le operazioni di accesso alla sede si stanno comunque svolgendo senza particolari criticità.
Oltre alla stessa Bpvi, gli imputati sono sette, per aggiottagio e ostacolo alla vigilanza. Fra loro lex presidente Gianni Zonin e l'ex dg  Samuele Sorato. Nessuno di loro è presente in aula. I difensori di Zonin hanno comunque confermato la sua presenza, domani, in commissione parlamentare.
Davanti al tribunale le forze dell'ordine controllano la situazione. Non ci sono comunque stati momenti di tensione o proteste particolari, solo qualche striscione, bandiera o cartello, come quello mostrato da un signore su una carrozzina: "Ladri, ladri, ladri". Fra gli avvocati arrivati a Vicenza ci sono quelli dell'Unione consumatori, che rappresentano 400 persone e che si sono presentati con 5 trolley di documenti.

"Il dottor Zonin potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere ma non lo farà e sarà a disposizione, come già stato dell'autorità giudiziaria, anche della commissione parlamentare. lo considera un suo precipuo dovere e lo farà". Lo ha detto l'avvocato Enrico Ambrosetti, difensore dell'ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, oggi a Vicenza per l'udienza preliminare del processo agli ex vertici della banca.
"E' stato fissato per l'audizione infatti l'unico giorno in cui non c'era udienza per rispetto delle parti civili che in questi tre gioni possono costituirsi nel processo senza avere ulteriori rinvii - ha aggiunto - Io e l'avvocato Diodà saremo con il dottor Zonin a Roma". L'audizione di Zonin in commissione è in programma domani.

"Penso che alla fine non tanti avranno diritto al risarcimento ma proprio per questo anche delle piccole somme diventeranno grandi per i singoli. Spero che chi può mettere soldi - e lo Stato per esempio può - li metta. Spero anche anche Intesa metta quelli che ha promesso, magari anche un pò di più perchè poi alla fine sono soldi che tornerebbero indietro". Così l'avvocato Renato Bartele, presidente dell'Assocazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza a margine dell'udienza preliminare per il crack della popolare veneta che si sta celebrando a Vicenza. "E' impossibile che Zonin fosse all'oscuro delle baciate - ha poi aggiunto - facevano le cene a casa sua per proporrle e verranno fuori i testimoni a confermarlo. Zonin faceva quello che voleva lì dentro, faceva fare quello che voleva ai direttori e poi li mandava via e ha speso 20 milioni di euro per mandarli via dopo averli usati".

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