Comune e gattare d’accordo: la donazione va divisa a metà

di Maria Lardara

L’assessore Filippi ha prospettato ai componenti la commissione comunale 2  l’ipotesi di conciliazione con gli Amici della Bogaia sul lascito del pensionato

PRATO. Metà al Comune, metà alle gattare. E i mici ringraziano. Ma soprattutto, resta al sicuro l’eredità del signor Mario Villani, il benefattore di Carmignano che nell’estate del 2014, prima di spengersi, decise di donare 52mila euro al gattile di Tavola. Un lascito conteso fra l’amministrazione comunale, proprietaria della struttura che accoglie i felini della strada, e l’ex gestore che all’epoca della donazione mandava avanti la struttura (oggi il nome dell’onlus è “Le Aristogatte”). Fu Il Tirreno a raccontare nel luglio 2017 l’ultimo gesto dell’anziano dal cuore d’oro trasformatosi poi in un braccio di ferro per la paternità di quella somma donata in punto di morte. Ma ora gli uffici legali delle due parti (Comune e “Le Aristogatte”) avrebbero trovato un compromesso per evitare di spostare in tribunale la disputa, una bozza d’accordo che l’assessore ai diritti degli animali Filippo Alessi ha sottoposto ieri ai membri della commissione consiliare 5 presieduta da Gabriele Alberti. Una possibile convergenza, “benedetta” dalla maggioranza dei consiglieri, che ripartirebbe la torta dell’eredità in due fette uguali da 23mila euro. «Uno dei punti salienti dell’accordo è la condivisione delle spese – spiega Alessi - Da una parte come amministrazione c’impegniamo a utilizzare quel denaro per gli interventi di ristrutturazione del gattile, dall’altra saranno rendicontate tutte le spese dell’associazione relative ai gatti». Potrebbero essere spese per l’acquisto di gabbie, cibo, farmaci, campagne di sterilizzazione. Manca ancora la firma sull’accordo che politicamente farebbe storcere il naso tra i consiglieri della maggioranza (dubbiosa la dem Cristina Sanzò, presidente della commissione 2 che ad aprile aveva già sentito il parere dell’ufficio legale) ma la strada sembra ormai tracciata anche per evitare il rischio di un contenzioso destinato a trascinarsi nel tempo. Un passaggio cruciale, in tutta questa vicenda, fu il cambio del gestore avvenuto nell’estate 2017. Al momento del lascito l’associazione “Amici della Bogaia” (ora “Le Aristogatte”) gestiva da anni il gattile e, nella richiesta di partecipazione al bando comunale, era stata dichiarata la disponibilità a investire denaro per migliorare la struttura e la vita dei gatti ospitati. Ma poi l’oasi felina fu affidata all’associazione “Qua la zampa”, che è anche gestore del canile. Il lieto fine di questa vicenda è ormai dietro l’angolo.