Busta con proiettile al pm che indaga su Mps e Rossi

La lettera è stata intercettata a Firenze: all'interno un prioiettile Calibro 9. Sarebbe stata inviata da una città toscana. Indaga la Procura, il caso affrontato dal Csm

SIENA. Una busta con un proiettile calibro 9 è stata bloccata dalla polizia martedì scorso al centro di smistamento postale di Firenze. Sul frontespizio un indirizzo: quello del pubblico ministero della procura di Siena,
Aldo Natalini. Al suo interno una lettera, oltre al proiettile, con alcune gravi minacce rivolte al magistrato. Una vicenda su cui la procura di Firenze diretta da Giuseppe Creazzo, ha aperto immediatamente un fascicolo. In base a quanto emerso, sarebbe stata spedita da una città toscana.

E se è vero che al momento tutte le piste sono tutte al vaglio degli investigatori, occorre ricordare che il magistrato senese si è occupato negli ultimi anni di alcune delle vicende più scottanti che hanno riguardato la città del Palio: dalle inchieste e gli scandali sul Monte dei Paschi alla morte ancora piena di ombre dell’ex responsabile della comunicazione della banca senese, David Rossi; senza dimenticare la maxi inchiesta sull’olio contraffatto. Sia la busta sia il proiettile sono stati sequestrati dagli inquirenti per essere trasferiti e sottoposti ad accertamenti da parte della polizia scientifica, in cerca di una possibile traccia e pista da seguire. Natalini non ha voluto commentare l’episodio, ma con tutta probabilità a Siena scatteranno tutte le misure di vigilanza per proteggere il pm.

Proiettile e minacce al pm: il prefetto annuncia misure protezione

La notizia è arrivata a Roma e ha subito suscitato reazioni. La Prima Commissione del Csm infatti ha già avviato l’istruttoria per una pratica a tutela dei pm di Siena. È quanto emerso nel corso del plenum di ieri pomeriggio, quando il togato di Unicost (Unità per la costituzione, la corrente moderata della magistratura) Luca Palamara ha dato notizia ai consiglieri della lettera con proiettile e minacce indirizzata a Natalini. Palamara ha espresso «solidarietà a tutti i colleghi magistrati di Siena oggetto di attacchi su una vicenda che merita tutti gli approfondimenti necessari. Questo Consiglio ha già avviato l’istruttoria per una pratica a tutela dei magistrati senesi. Nulla può essere lasciato di intentato in questa vicenda ma allo stesso tempo non ci devono essere pregiudizi sui magistrati. Auspico che il clamore mediatico intorno al caso Mps possa essere da stimolo per accertare la verità, ma il clima di tensione non deve arrivare a insani gesti».