ChiantiBanca: i soci scelgono Iccrea, no all'alleanza Ccb

Il sì ha vinto con l'80,26% su 2.133 voti. L’ex Bini Smaghi favorisce la svolta: «L’unione prevalga»

FIRENZE.  Con l'80,26% su 2.133 voti (1.712), e circa il 17% di no (376), un po' meno della metà per delega, l'assemblea di ChiantiBanca ha approvato la proposta del cda per un'alleanza con Iccrea, abbandonando l'ipotesi di andare con Ccb votata invece nell'assemblea del maggio scorso. Gli astenuti sono stati 37, 8 le schede bianche e nulle.

Un 'annunciato' cambio di rotta quello deciso dall'assemblea dei soci di ChiantiBanca che con l'80,26% dei s (1.712 su 2.133, 376 i no) ha dato il via libera all'alleanza con il Gruppo Iccrea. Un successo per il cda e il suo presidente Cristiano Iacopozzi, apparso chiaro fin dai primi interventi dei soci che nelle ultime settimane avevano alzato la voce per rimanere sulla strada votata, tra le proteste e le contestazioni, nel maggio scorso, quando era presidente Lorenzo Bini Smaghi, che aveva spinto il più grande istituto di credito cooperativo della Toscana verso il Gruppo di Cassa centrale Banca (Ccb) di Trento. I toni, dimessi rispetto ai comunicati, hanno fatto capire che erano consapevoli di non avere i numeri.

Il colpo di grazia lo ha dato Iacopozzi, quando al termine dell'intervento che ha aperto i lavori al Mandela Forum di Firenze, ha detto che da Trento erano arrivare due lettere di diffida, "una del cda e una degli avvocati della Ccb". "Minacce e avvocati non sono un buon biglietto da visita e soprattutto in terra Toscana. Un aspirante capogruppo parte con il piede sbagliato", ha aggiunto assicurando, in fase di replica, che il prospetto firmato per il titolo subordinato da 20 milioni di euro del prestito di Ccb "prevede una clausola, senza penali", che consente all'istituto di San Casciano la restituzione "dal 30 giugno 2018. Per coprirlo sono pronti 20 milioni da Iccrea, e altri 20 mln, se necessari, "permetteranno un marcato rafforzamento patrimoniale", ha detto il dg Mauro Fossati Olmi.

Dal punto di vista commerciale, "la Banca ha evidenziato trend positivi, risultando cresciuti, dal 1/1 al 30/9, sia il numero dei clienti sia i conti correnti", ha aggiunto Olmi, mentre "il cost income ratio scende dal 68,2% di fine 2016 al 65,4%" e "il patrimonio netto della banca ammonta a 209,2 mln, di cui 159,6 mln composto da riserve". Iacopozzi, che ha respinto l'accusa di un possibile conflitto d'interesse, come ex consulente delle Bcc, "i requisiti sono stati controllati all'insediamento", si augura che non ci siano azioni legali da Trento, "ma non vedo perch dovremmo temerle", aggiunge aspettando le reazioni. Lo stesso Bini Smaghi, socio storico dell'istituto, ha difeso la scelta della Ccb da lui voluta a maggio, prima di uscire sconfitto per il cda, ma con toni che Iacopozzi ha definito "equilibrati". Anzi, a maggio 2018, quando si voterà l'ultimo via libera e per lo statuto, "ci sarà e voterà sì perché altrimenti rischieremmo di perdere la licenza. Dobbiamo lavorare per la banca", ha aggiunto l'ex componente della Bce.

Solo l'intervento del direttore generale di Iccrea Banca, Leonardo Rubattu, che ha presentato i numeri e gli impegni del Gruppo (che "ha superato brillantemente un Aqr e due Stress test posizionandosi tra i primi 4 gruppi su base nazionale" e "soprattutto 5 ispezioni, e quelle europee sono molto pi invasive di come eravamo abituati"), ha suscitato qualche protesta tra chi aveva sposato la linea dell'Associazione 'Per una banca in terra Toscana', di Luciano Borri. A quest'ultimo, che aveva parlato di un ribaltone spinto dalla politica, Iacopozzi ha risposto in modo deciso: "Non ho mai avuto un'iscrizione a un partito politico n ad alcuna loggia e considero offensivo che qualcuno possa pensarlo".