LETTERA APERTA

Benvenuta piccola, un babbo e una mamma ti stanno aspettando

di Maria Meini

Alla bambina lasciata nella culla termica dell’ospedale di Careggi

Cara bambina,

quando aspettavo mio figlio, ascoltavo spesso Gianna Nannini: “Amor che è bello darti al mondo… sarà il dolore di un crescendo sarà come riaverti dentro”. Una sensazione che una mamma conosce bene, combattuta tra la voglia di far nascere suo figlio, di darlo al mondo, di vedere finalmente il suo volto tante volte immaginato, o solo scrutato in un’ecografia, e la voglia altrettanto prepotente di averlo con sé. Dentro di sé.

Sei arrivata tra noi all'alba di questo 2015 nella ruota degli indesiderati. Non conosco il tuo nome, e non voglio saperlo; lo sceglieranno per te, in assoluta libertà, i tuoi genitori. Saranno i genitori veri, quelli che ti ameranno come se ti avessero generato, partorito, che culleranno i tuoi pianti, ti laveranno il culetto ogni volta dopo la poppata, accorreranno di notte a ogni tuo respiro, senza lamentarsi del sonno perduto.

Per i tuoi genitori sarai Desirée, bambina molto desiderata. Ti accoglieranno tra le braccia come il dono più prezioso, senza chiedersi da dove vieni, che colore hai, e senza giudicare chi ti ha messo al mondo lasciandoti alla sorte della culla termica. Quella che una volta, in tempi meno sensibili, si chiamava ruota degli esposti e stava all'esterno delle chiese. Ultimo rifugio per chi non poteva non voleva accogliere un figlio. La ruota degli innocenti voluta dai Papi tanti secoli fa, ultima speranza di evitare un infanticidio.

Ma quanto dolore hanno sofferto quegli innocenti, destinati a orfanotrofi tristi e freddi, condannati a una vita di serie B. Senza nome, appellati come bastardi. Per legge, sui documenti d'identità, figli di nessuno.

Per te non sarà così, il tuo destino sarà molto diverso. In quella culla termica, a Careggi, ti hanno accolto come un dono, il dono della vita. Le mani che ti hanno portata in quella culla potrebbero aver provato una sofferenza enorme; è impossibile giudicare questa scelta, così forte, senza conoscere la storia che ti ha portato qui. Quelle mani comunque ti hanno salvata e ti regaleranno una vita migliore. Ora infermieri e dottori si sono presi cura di te, ti hanno benedetto con il loro lavoro e la loro sollecitudine. Ti hanno sfamato e hanno controllato la tua salute, ti hanno dato una culla accanto agli altri bambini, ti hanno parlato, ti hanno sussurato una ninna nanna.

I tuoi genitori, Desirée, quelli veri che ti ameranno, sono lì che tremano accanto al telefono. Aspettano una chiamata: chissà da quanti anni mesi ore sono in attesa di un affidamento. Hanno lasciato i fogli al tribunale per i minori, superato i test d'idoneità, inviato la richiesta a ogni tribunale d'Italia. Non aspettano altro che quella chiamata. Chissà che faccia avranno, Desirée, se saranno giovani o già grandi, da quale parte d'Italia verranno a prenderti a Firenze.

Non preoccuparti, questi sono dettagli, loro sono già pronti a partire. Sono già pronti a darti tutto il loro sconfinato amore.

Stanno già pensando alla tua cameretta, ai pannolini, ai pupazzi di peluche. Stanno pensando ai biberon, ai cappellini, alla carrozzina, rosa ovviamente, all'ovetto da mettere in auto per il tuo primo viaggio verso casa. La tua casa, quella dei tuoi veri genitori, cara Desirée, dove troverai calore e amore. Tanto amore. E un magnifico fiocco rosa di tulle appeso al portone d'ingresso ti darà il benvenuto.

Benvenuta tra noi, bambina del 2015: magari sei la prima nata da qualche parte, sei venuta al mondo fiduciosa e ignara come ogni cucciolo. Buona vita, Desirée.

@MariaMeini

©RIPRODUZIONE RISERVATA