Pensioni: una su quattro ha errori, come riavere i soldi

di Alessandro Bientinesi

Spesso non accreditati assegni familiari e altre voci. Con i patronati si recuperano anche 30 euro al mese

Per le pensioni più basse, quelle che non superano i 1.200 euro netti, la cifra accreditata in meno potrebbe sembrare insignificante: tra i 20 e i 30 euro mensili. In realtà guardando i numeri da un punto di vista diverso, come nel caso di Empoli con oltre 120 pensionati che hanno recuperato circa 70.000 euro di mancati versamenti sulle pensioni da parte dell’Inps solo nell’ultimo anno, o il caso di Livorno dove sindacati e patronati hanno verificato incongruenze in un quarto delle spettanze controllate, i pensionati devono sicuramente attivarsi per capire se nel loro bonifico manchi qualcosa o meno.

Più in generale, anche se i dati sono ancora provvisori nei vari sportelli provinciali Spi Cgil, tra il 23 e il 25% dei pensionati che si sono rivolti al sindacato in tutta la Regione sono risultati a credito con l’Inps. Maggiorazioni sociali e spettanze di vario genere che l’istituto di previdenza non ha pagato e che è possibile riavere grazie alla verifica di un semplice documento, l’Obis M. Ecco, dunque, i consigli per tutti i pensionati che, a titolo gratuito, vogliono verificare la propria posizione.

OTTENERE ONLINE L’OBIS M

L’Inps ormai da tre anni non manda più un documento cartaceo, chiamato Obis M, che è una sorta di carta d’identità delle pensioni. In questo documento è possibile rilevare l’importo della pensione in pagamento ogni mese con le relative trattenute fiscali o sindacali. Un documento scaricabile dal sito dell’Inps dal menù “servizi online” per poi selezionare “servizi per il cittadino”. Con il codice fiscale e il Pin ottenuto dallo sportello Inps si accede al “fascicolo previdenziale del cittadino”. Si va sui modelli e si ottiene il “certificato di pensione Obis M” relativamente all’anno richiesto. Una procedura tutto sommato semplice, ma per molti pensionati poco avvezzi alle nuove tecnologie può risultare non immediato.

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IL RUOLO DEI PATRONATI

«I patronati offrono un servizio gratuito sia agli iscritti allo Spi Cgil che ai non iscritti - spiega Sandro Renzoni, coordinatore di Inca Cgil Toscana - Questo riguarda la stampa del documento, il cosiddetto Obis M, che l’Inps non manda più. Se vengono ravvisate delle incongruenze, attiviamo il sindacato che approfondisce la situazione di ogni singolo pensionato e attiva la richiesta di rimborso dell’eventuale credito maturato».

I TEMPI DI PRESCRIZIONE

Da tenere in considerazione i tempi di prescrizione delle varie spettanze maturate e non corrisposte. «Nella nostra prima consulenza specifichiamo a chi si rivolge al sindacato che i tempi per ottenere un rimborso riguardano i crediti maturati entro i cinque anni precedenti alla richiesta - spiega ancora Renzoni - Se, ad esempio, sono in pensione dal 2011 e scopro di non aver riscosso alcuni assegni familiari, l’ultima possibilità di ottenere un rimborso la si ha fino ai 5 anni successivi. Poi scatta la prescrizione e si possono ottenere correttivi solo dagli anni successivi al 2016». Un motivo in più per richiedere una verifica.

UN CASO CONCRETO

«Uno degli ultimi casi che abbiamo trattato - spiega Loredana Polidori, segretaria dello Spi di Empoli - è quello di un coltivatore diretto in pensione a cui non erano stati conteggiati gli assegni familiari. Tramite il nostro Inca abbiamo chiesto il rimborso: 10 euro al mese per gli ultimi 5 anni (questo è il termine entro il quale è possibile richiedere gli arretrati). In tutto si tratta di 600 euro che spettano a questa persona e che rischiava di perdere».

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COSA NON VIENE CALCOLATO

Gli operatori del sindacato accedono alla busta paga del pensionato e con lui verificano eventuali mancanze. Tra quelle più diffuse ci sono sicuramente le maggiorazioni sociali, gli assegni familiari e ancora di più le quattordicesime non versate. Proprio le quattordicesime sono elemento da tenere sott’occhio, visto che dal 1° gennaio 74.031 toscani riceveranno per la prima volta questa mensilità aggiuntiva. Il suo calcolo, che varia in base anche all’importo della rata e all’anzianità contributiva, è piuttosto complesso e spesso soggetto e variazioni, ovviamente tutte al ribasso da parte di Inps.

LE CAMPAGNE DI INFORMAZIONE

In tutte le province le varie sezioni Spi Cgil si stanno attivando per informare i pensionati sulle varie opportunità di controllo. «Già nel 2016 abbiamo fatto una campagna informativa per una verifica a tappeto, in particolare sulle pensioni medio basse - spiega Renzo Bartoletti, segretario provinciale dello Spi Cgil di Livorno - Questo è necessario perché l’Inps ha ridotto organici e servizi che ora gravano sui patronati. Il lavoro da svolgere, sempre e comunque a titolo gratuito, è tanto e i rimborsi statali coprono ormai il 10% del totale dei servizi offerti. Su Livorno, poi, anche l’emergenza sociale che riguarda i lavoratori, e non solo i pensionati, rende ancora più complessa la nostra attività. Ma noi continuiamo ad essere presenti sul territorio, perché per molti pensionati anche 20 o 30 euro mensili posso essere decisivi».