Pensioni, nuova quattordicesima: ecco chi la riceverà e quanto

di Giacomo Pelfer

Per un milione e 150mila pensionati sarà la prima volta. Aumenta del 30% per chi l’aveva già mentre a chi la ottiene da quest’anno il Caf consiglia di controllare la sua posizione

Sono circa 3 milioni e 400mila i pensionati italiani che nel 2017 riceveranno la cosiddetta “quattordicesima”. Per chi già percepiva il contributo aggiuntivo, introdotto dal 2008, da quest’anno si vedrà accreditare dall’Inps una somma maggiorata di circa il 30%. Per tutti gli altri, invece, circa 1 milione e 150mila, sarà la prima volta in assoluto, per effetto delle modifiche apportate dalla legge di bilancio 2017 che ha introdotto un’ulteriore fascia di reddito (fino a poco più di 13mila l’anno) entro la quale si avrà diritto, d’ora in poi, alla cosiddetta quattordicesima. L’appuntamento è fissato per la rata di luglio, quando i pensionati aventi diritto, con età pari o superiore a 64 anni, troveranno un trattamento più ricco del solito, con un “bonus” di alcune centinaia di euro in più. Per non farsi trovare impreparati, può essere una buona idea documentarsi fin da ora, soprattutto per chi pensa di poter rientrare nei nuovi requisiti, così come per i pensionati che compiranno 64 anni proprio nel 2017.
Andiamo per ordine quindi, cercando di capire cos’è e come funziona.

Pensioni, arriva la nuova quattordicesima

CHE COS’È

Istituita con il decreto legge 81 del 2007, la quattordicesima dei pensionati è una somma aggiuntiva, in favore dei titolari di tutti i trattamenti pensionistici derivanti dal versamento di contributi, mentre sono esclusi assegni, pensioni sociali o altre prestazioni di natura assistenziale. Fino al 2016, la somma era erogata solo ai pensionati ultra 64enni con reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo (pari a 9.786,86 euro l’anno), ai quali erano erogati tre differenti somme in base al numero di anni di contribuzione.

COSA CAMBIA  DA QUEST’ANNO

La legge di bilancio 2017 ha introdotto due novità. In primo luogo ha innalzato del 30% l’importo di chi già ne aveva diritto: chi rientra sotto i 9.786 euro riceverà 437 euro se ha versato fino a 15 anni di contributi, 546 se ha versato tra 15 e 25 anni e 655 euro oltre i 25.
In secondo luogo, ha esteso la quattordicesima anche alla fascia di reddito compresa tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, che tradotto in numeri significa tra 9.786,86 euro e 13.049,15 euro l’anno. Chi rientra in questo intervallo riceverà 336 euro se ha versato fino a 15 anni di contributi, 420 tra 15 e 25 e 504 oltre i 25.
Per i pensionati da lavoro autonomo valgono le stesse cifre ma calcolando 3 anni in più di contributi (fino a 18 anni, tra 18 e 28 e oltre i 28).

COME CALCOLARE IL LIMITE MASSIMO

Per chi supera di poco la soglia dei 13.049 euro, la quattordicesima viene comunque riconosciuta anche se in misura parziale: il limite massimo, infatti, si ottiene sommando 13.049 alla somma spettante in base agli anni di contribuzione. Per capire come funziona basta fare un esempio, ipotizzando il caso di un pensionato con 24 anni di contributi e un reddito annuo di 13.300. Considerando che 24 anni danno diritto a 420 euro di quattordicesima, il limite massimo sarà di 13.469 euro (che si ottengono sommando 420 a 13.049): pertanto, sottraendo il reddito annuo, la quattordicesima sarà di 169 euro. «È un meccanismo di salvaguardia – spiega Alessandro Gasparri, direttore dei patronati Inca Cgil della provincia di Pisa –: è stato introdotto per evitare che chi sta al di sotto dei 13.049 euro vada a prendere di più di chi non ci rientra».

LA VALUTAZIONE DEI REDDITI

Per quantificare i redditi su cui applicare l’eventuale somma aggiuntiva, il “cervellone” dell’Inps lavora in maniera differenziata: se la quattordicesima viene erogata per la prima volta, i redditi presi in considerazione sono quelli dell’anno in corso; se invece si è già ricevuto la quattordicesima anche in passato, il reddito preso a riferimento è dato dalla pensione erogata lo scorso anno e da eventuali altri redditi incassati nel 2016.

IL REDDITO “PRESUNTO”

In entrambi i casi si tratta di un reddito “presunto”, calcolato in base ai dati conosciuti dalla piattaforma fiscale, ma che dovrà poi essere verificato alla luce del modello Red, del modello Unico o del 730 che i pensionati saranno chiamati a compilare. Le dichiarazioni del 2018 permetteranno di controllare le nuove quattordicesime di quest’anno, mentre quelle del 2017 consentiranno di verificare i redditi 2016 e quindi le quattordicesime di chi già aveva incassato la somma almeno una volta. «Qualora ci fossero redditi aggiuntivi – spiega Gasparri – l’Inps procederà al recupero della somma non dovuta con il trattamento dell’anno successivo. Se per esempio, nell’anno in corso, il pensionato incassa l’affitto di un immobile oppure ottiene la reversibilità del coniuge deceduto, deve essere consapevole di andare incontro ad un indebito».

COME FUNZIONA  PER I NEO 64ENNI

Per chi rientra nei requisiti, la quattordicesima viene erogata a partire dall’anno solare in cui si raggiungono i 64 anni. Chi è nato nei primi 7 mesi la riceverà normalmente con la rata di luglio, mentre chi compie 64 anni dal 1 agosto in poi, solo per il primo anno la riceverà a dicembre.

COSA DEVE FARE IL PENSIONATO

In linea teorica niente: l’Inps ha precisato che la procedura sarà automatica, senza bisogno di presentare alcuna domanda. «Tuttavia – afferma Gasparri – può capitare per errore che la somma non venga versata pur avendone diritto, magari perché il sistema non ha “agganciato” quella posizione». Il consiglio, quindi, è quello di rivolgersi a un patronato di propria fiducia, magari già da adesso, per verificare intanto se si rientra o meno nei requisiti. «Noi raccomandiamo di venire nelle nostre sedi Inca o in quelle dello Spi Cgil – aggiunge Gasparri – per verificare fin da subito la propria posizione. In questo modo, qualora la quattordicesima non venisse versata, a luglio procediamo subito a inoltrare la relativa domanda per ottenerla».