Del Grande, il padre Massimo: «Vado a Roma a smuovere la diplomazia» - Video

di Alessandro Bientinesi

Dietro il bancone dell’osteria, Massimo Del Grande segue la vicenda del figlio: «Siamo in grande apprensione. Spero di riuscire a sbloccare qualche cosa» 

Liberate Gabriele: l'appello alla mobilitazione del babbo

PANICAGLIORA. Il grembiule bianco non lo toglie mai. Mentre fissa con gli occhi lucidi in tv le notizie che parlano del figlio. Mentre risponde al telefono e prova a contattare la Farnesina e il consolato turco a Roma. Non toglie il grembiule da lavoro neppure per rispondere alle nostre domande, tra un piatto di pasta e un caffè servito ai clienti. Non toglie il grembiule neppure quando riceve la notizia che il vice console italiano ad Ankara e il legale turco di suo figlio Gabriele Del Grande sono stati respinti dalle autorità turche e che gli hanno impedito di vederlo. Cerca di restare calmo, di proseguire nella vita di tutti i giorni Massimo Del Grande, di caricarsi sulle spalle tutta la numerosa famiglia e di trasmettere tranquillità. Anche se la preoccupazione per il figlio è immensa, e non potrebbe essere altrimenti: Gabriele è nel carcere di Mugla, in isolamento pressoché totale da giorni, dopo il suo arresto (non ufficiale) avvenuto nella provincia sudorientale di Hatay il 9 aprile. «Mio figlio è sempre stato una persona che ha dato aiuto e non lo ha mai chiesto. Ha sempre dato e mai voluto niente in cambio, un generoso di natura — racconta Massimo Del Grande — . Se ha deciso di iniziare uno sciopero della fame e di chiedere l’intervento delle autorità e una mobilitazione significa davvero che la situazione è complessa e la cosa, come genitore, mi fa pensare e preoccupare».

Serve un’ora per arrampicarsi dalla Piana di Lucca, dove Gabriele Del Grande è nato e cresciuto, fino a Panicagliora. Piena Montagna Pistoiese, un gruppo di case in mezzo ai boschi e una vista mozzafiato sulla pianura della Valdinievole dove i genitori, Massimo e Sara, vivono (dopo un periodo trascorso a Pietrabuona, frazione di Pescia) e gestiscono l’Antica Osteria. Un luogo che trasmette un profondo senso di libertà. Quella libertà che da più di dieci giorni è negata allo scrittore 34enne. Anche la telefonata alla compagna, Alessandra D’Onofrio, nella quale Del Grande ha annunciato l’inizio dello sciopero della fame è avvenuta di fronte a quattro soldati turchi.

Alexandra, la compagna di Del Grande: ''La sua prima telefonata arrabbiato in isolamento''

L’Antica Osteria è un posto semplice: cucina, bancone bar, due sale dove pranzare e cenare. In una di queste Massimo Del Grande si ferma a parlare con noi, con la prima pagina de Il Tirreno in mano, dove campeggia la foto del figlio con la scritta “Gabriele libero”. Ce ne chiede alcune copie. «Non sono riuscito a prenderle questa mattina». Dice, mentre ne attacca una all’ingresso del ristorante. «Per la nostra famiglia Gabriele è ancora il piccolo di casa, anche se è un uomo adulto, padre di famiglia e che gira il mondo da tanti anni per il suo lavoro - racconta Massimo - Al di là dell’ambito familiare lui ha maturato questa sensibilità nel dare voce a chi non ce l’ha quando ha iniziato il suo percorso universitario a Bologna».

Lucca in piazza per Gabriele Del Grande. La sorella: "Interrogato sotto torchio, chiediamo rispetto per suoi diritti"

Dopo gli studi al liceo scientifico a Lucca, infatti, la sua formazione prosegue con la facoltà di storia e cultura dei popoli orientali. Fino alla laurea in lingua araba. «Poi a Bologna è stato responsabile di un progetto nel quale si occupava, per conto della Caritas, dei rifugiati politici. Da lì Gabriele si è innamorato di queste persone, degli ultimi, di coloro che purtroppo per tanti motivi non sono libere. E alle quali nessuno, spesso, riesce a dare voce in questo mondo in cui tutto sembra avere un tornaconto».

Ora, però, è Gabriele Del Grande ad avere bisogno di non essere lasciato solo. «Siamo tutti orgogliosi di lui e di dargli una mano in questo momento - prosegue il padre, sempre continuando a prendere ordinazioni ai tavoli -. Dopo giorni nei quali, anche seguendo le indicazioni della Farnesina, abbiamo mantenuto un profilo basso adesso c’è necessità di avere una mobilitazione che in questo momento, anche grazie alla campagna del Tirreno, sta diventando internazionale. Anche se Gabriele aveva un forte legame con la sua terra di origine: nella Piana di Lucca e in Valdinievole, ogni volta che aveva occasione, tornava a salutare amici e parenti. Gabriele è un ragazzo solare, spigliato e che si è sempre fatto ben volere. Umile ma forte e deciso».

Turchia, Franceschini su Gabriele Del Grande: "Non si può arrestare chi vuole scrivere un libro"

Intorno alle 16 di ieri Massimo Del Grande apprende di come la delegazione del consolato sia stata respinta dalle autorità turche. «Siamo in una forte apprensione, speravamo in questo incontro e questo notizie non sono incoraggianti - spiega -. Le autorità turche ogni giorno chiedono documenti nuovi. Per questo molto probabilmente domani (oggi ndr) mi recherò al consolato a Roma di persona per firmare delle carte nella speranza che (domani ndr) il console possa vedere Gabriele».

Del Grande, il sindaco di Livorno aderisce alla campagna del Tirreno

Il perché Del Grande venga ancora trattenuto, però, non è dato sapersi. Anche se la famiglia ha accolto con piacere la mobilitazione che, a macchia d’olio, sta coinvolgendo tutta Italia. «Questo fa piacere, perché Gabriele è mio figlio ma è anche un cittadino italiano» spiega Massimo Del Grande. «Fino a poche ore fa mi chiedevo dove fosse la politica. Ci sentivamo un po’ soli, devo ammetterlo. Adesso, dopo aver visto gli appelli di Gentiloni ed Alfano e di tutte le istituzioni locali, spero che i riflettori restino accesi per riportarlo a casa il prima possibile. Senza dimenticare, però, gli ultimi, quelli che Gabriele stava raccontando nel suo reportage». Forse è proprio nel reportage la chiave dell’arresto: Gabriele ha raccolto volti e storie non gradite alle autorità turche?

Ecco il disegno realizzato da Gianluca Costantini. Costantini un disegnatore e artista visivo che indaga il reale da più di 15 anni. Insegna Arte del Fumetto all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha pubblicato Graphic Novel e storie brevi in molte lingue

MOGHERINI: "LAVORO DISCRETO, MA PRODUTTIVO"

Sul caso di Gabriele Del Grande interviene Federico Mogherini, "ci siamo coordinati con le autorità italiane fin dal primo momento, come facciamo in casi simili in cui la responsabilità principale è dello stato membro. L'Ue, in questo particolare caso, si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche. Questo sta già accadendo in modo discreto ma spero produttivo".