Telefonate moleste, un timbro blocca la legge scudo

La Commissione Bilancio non esprime il parere sulla legge contro il telemarketing aggressivo: l'inciampo legato alla Ragioneria dello Stato  

ROMA.  Di nuovo in commissione Bilancio. Questa volta al Senato. Si trova  lì l’inciampo, l’ultimo - ma potrebbe essere quello fatale - che blocca la legge contro le telefonate moleste.  A mettercelo è la Ragioneria dello Stato. La commissione Bilancio, infatti, giovedì mattina 21 dicembre non esprime il parere sulla legge di riforma del Registro delle Opposizioni - quella che consentirebbe a 118 milioni di utenze di bloccare le chiamate commerciali indesiderate - per colpa di un bollino. Il visto - la “bollinatura” - si chiama in gergo - della Ragioneria dello Stato. E rimanda il voto  a venerdì 22 dicembre. Nel pomeriggio, per forza. Quando la commissione Lavori pubblici - che deve votare il provvedimento - si è già riconvocata in corsa.

Che cosa sta succedendo? Succede che la legge contro il telemarketing aggressivo è (quasi) in dirittura d’arrivo. Per la prima volta nella storia parlamentare. La commissione Lavori pubblici per accelerare l’iter abbreviato (in sede deliberante: voto in commissione senza passare dall’aula) mercoledì 20 dicembre concorda di non presentare né emendamenti né ordini del giorno. Si va dritti al voto, non appena arrivano i pareri (consultivi) delle commissioni. Fra questi, c’è quello della commissione Bilancio. Ma i senatori sono tranquilli: la commissione è già convocata per giovedì 21 alle 8,30. E, infatti, puntuale in rappresentanza del Governo, si presenta il sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro

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Tutto è pronto per discutere il ddl Crosio, conosciuto anche come  disegno di legge “Riforma del Registro delle opposizioni”. Una questione da poco, volendo. Il relatore del provvedimento, in commissione - Albert Laniece ( aut-svp-psi), che è che assessore regionale alla Sanità in Vall d’Aosta, richiama la relazione già svolta sul del e chiede “se vi siano osservazioni da formulare da parte del governo”. In effetti, De Basso De Caro una ce l’ha. Segnala - come si legge nel resoconto della riunione della commissione bilancio - che  “si è in attesa di una verifica tecnica da parte della Ragioneria generale dello Stato, per la presentazione della relazione tecnica di passaggio”.

Una formula assai complicata per esprimere un concetto assai semplice: la Ragioneria dello Stato non ha “bollinato” (vistato) la relazione del governo. Se si tratti di una svista, del cronico ritardo di questo ente o di altro, si capirà venerdì 22 dicembre. Alle 15: per quell’ora, infatti, è convocata, di nuovo, la commissione Bilancio del Senato per esprimere il parere sulla legge contro le telefonate moleste. Pressoché in contemporanea, il senatore Stefano Esposito (Pd) ha convocato anche la commissione Lavori Pubblici del Senato per votare la legge. Se il parere, anzi il bollino, non arriverà, questa volta il siluro contro la legge scudo avrà un volto preciso. Perché se il provvedimento contro il telemarketing aggressivo al Senato non si vota venerdì o, comunque, prima che arrivi la legge di Stabilità non si voterà più. E chi frequenta i palazzi della politica lo sa. Ora lo sa anche chi non li frequenta.