Aste pilotate, altra indagine su Bufo: sottratti 57mila euro alle Vittime di guerra

di Danilo D’Anna

Secondo la procura di La Spezia il giudice avrebbe fatto sparire i soldi dal conto bancario dell’associazione. E il giudice Bufo non risponde al gip

GENOVA. Oltre alle accuse di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione il giudice della sezione civile del tribunale di Pisa, Roberto Bufo, 56 anni di Carrara, dovrà rispondere anche di appropriazione indebita. L’indagine, che ha portato all'arresto di sette persone, stavolta è della procura di La Spezia, che in questi giorni ha notificato al magistrato l’avviso di chiusura indagini.

Secondo il sostituto procuratore Luca Monteverde,Bufo  ha fatto sparire 57mila euro dal conto corrente dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra. Il giudice era il presidente della sezione locale della onlus e per gli inquirenti ha architettato una serie di operazioni per giustificare la fuoriuscita di denaro dalle casse dell’ente. Aiutato da due imprenditori: Noan Massimiliano Notarangelo, 37 anni, esponente di Fratelli d’Italia, e Livio Grazzini, sessantenne conosciuto come rappresentante dell’associazione Guardie ambientali d’Italia.

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L’accusa ha accertato che tra il 3 e il 17 maggio 2016, Bufo ha versato 17mila euro per l’affitto di un appartamento mai utilizzato dall’Anvc e usato, invece, dall’associazione Centro studi giuridici e sociali, gestita dagli indagati. Non solo: sono stati rintracciati assegni per 38.700 euro emessi tra marzo e giugno del 2016 a favore di Grazzini. Poi ci sono persino 2500 euro finiti all’associazione di volontariato Organizzazione per la difesa dei cittadini e dei consumatori, anche questa gestita dagli indagati.

Bufo si trova nell’infermeria del carcere di Massa e questa mattina, venerdì 12 gennaio, è stato interrogato da un collega, il gip Alessandro Trinci, ma il giudice carrarese si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stessa sorte per gli altri arrestati che si trovano ai domiciliari, loro però verranno sentiti in un’aula del tribunale apuano. Intanto l’indagine prosegue sia per quanto riguarda il filone massese sia per quello pisano. Il primo potrebbe portare al sequestro di decine di immobili, quelli acquistati grazie alle irregolarità commesse dal commercialista Roberto Ferrandi, incaricato delle esecuzioni immobiliari del tribunale di Massa.

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I carabinieri del nucleo investigativo, che hanno scoperto l’associazione a delinquere (e pensare che stavano seguendo una gang di sinti), intanto ieri, giovedì 11, erano a Genova per visionare insieme al sostituto procuratore Francesco Cardona Albini il video del passaggio di denaro tra il giudice e il commercialista. Si vedono i due che si mettono d’accordo su come truccare un’asta. Ed è da questo momento che il magistrato entra di prepotenza nell’inchiesta che fino a quel momento riguardava solo Ferrandi. Quel file di centinaia e centinaia di mega resta top secret, sarà la prova regina per dimostrare la turbativa e l’associazione a delinquere perché la coppia parlando fa i nomi delle altre persone arrestate. Tutte con compiti specifici, come Virgilio Luvisotti e Giovanni Avino, responsabili dell’istituto vendite giudiziarie del tribunale di Pisa, che a Bufo hanno regalato una Mercedes Glk usata per la vendita di uno yacht a un cittadino messicano. E tutto perché il giudice ritardando l’atto di assegnazione aveva fatto lievitare i costi di custodia del bene che spettavano all’istituto gestito dai due.

Ma i carabinieri a Genova hanno preso anche decine e decine di plichi che contengono tutte le vendite delle eredità giacenti e di amministrazioni di sostegno fatte in questi anni. Il filone pisano, insomma. Qui entrava in scena il perito Luca Paglianti, che quando serviva sottostimava il bene per permettere agli amici di “farci la cresta”. Dove riscontreranno irregolarità scatterà il sequestro del bene con probabile confisca in caso di condanna. Come a Massa. Coinvolgendo nell’inchiesta chi ha unto il sistema per fare affari d’oro. E mettendolo nei guai. Il caso potrebbe regalare altri colpi di scena: anche se adesso si aspetta che Bufo e gli altri dicano la loro verità.