Vanno a notificargli lo sfratto, trovano un uomo impiccato in casa

Firenze: la terribile scoperta del cadavere di un uomo di 60 anni da parte della polizia. Era il primo accesso dell'ufficiale giudiziario con gli agenti

FIRENZE. Lo hanno trovato morto impiccato i poliziotti che si erano presentati a casa, in un quartiere fuori dal centro storico di Firenze. Gli agenti accompagnavano l'ufficiale giudiziario, per la notifica di uno sfratto con la forza pubblica. L'uomo, un italiano di 60 anni, non era il destinatario del provvedimento: l'abitazione è intestata al fratello. Ma a viverci, attualmente da solo, era il sessantenne.

Sul perché abbia deciso di impiccarsi - per gli investigatori si è trattato di un suicidio - non è stato trovato alcun biglietto che fornisca una spiegazione. Secondo una testimonianza, che la polizia sta ancora verificando, l'uomo avrebbe minacciato di togliersi la vita nel corso di uno dei precedenti accessi per lo sfratto, eseguito senza l'impiego della forza pubblica. Vicini di casa lo descrivono come una persona con disagi, che in passato avrebbe già cercato di farla finita: racconti sui quali la polizia non fornisce conferme.
 
Sono stati agenti del commissariato di Rifredi a trovare il sessantenne ormai privo di vita: si sarebbe impiccato con una corda. Il decesso, stando ai primi accertamenti, risalirebbe alla notte scorsa.
 
I poliziotti a lungo avevano suonato il campanello, e bussato ripetutamente. Poi la decisione di entrare con la forza, sfondando la porta di ingresso dell'abitazione. La casa, un tempo era appartenuta ai genitori del sessantenne, adesso era intestata al suo fratello. Stando a quanto accertato dalla polizia, l'uomo sarebbe stato obbligato a lasciarla per un grosso debito accumulato col condominio: oltre 100.000 euro, risultato di quasi 20 anni di rate che non sarebbero state pagate.