Telefonate moleste, la chiamata assurda del call center che tenta la truffa

di Ilaria Bonuccelli

Qual è il suo gestore dell'energia? "Cantagallo", risponde bleffando la giornalista. L'operatrice ha però difficoltà con la lingua e risponde: Pollo?. Poi prova a riprendere il filo del discorso e snocciola che la prossima bolletta sarà più bassa

LIVORNO. “Cantagallo”.   “Come dice? Non capisco”. L’operatrice di call center è in difficoltà. Ovvio, l’italiano non è la sua lingua.  La parla male e forse la capisce peggio.  In più c’è l’inganno dell’abbonata. Non vuole rivelare quale sia il suo gestore dell’energia. E allora se ne inventa uno sul momento: Cantagallo, appunto. L’operatrice, però, non molla. “Mi può fare lo spelling?”. “Certo. G-A-L-L-O”. “Ha detto Pollo?”.  “No, pollo. Gallo”.

Telemarketing: Pollo? È questo il suo gestore dell'energia?

La conversazione è vera. Come l’accento  straniero dell’operatrice di call center. Anche se l’operatrice millanta un nome italiano. Daniela Cosi. Come? Daniela Conti. “Sì sì”, tanto un nome falso vale l’altro. L’importante è appioppare il contratto, senza il consenso dell’abbonata. I dati, la società dell’energia – dicono di essere Illumia – ce li hanno tutti.  Dall’indirizzo al numero cliente. Dicono di averlo avuto da Enel energia con cui collaborano. Anche se, in realtà, Enel: a) è il loro concorrente diretto; b) Enel, contattata da Il Tirreno, smentisce ogni collaborazione e sostiene che la chiamata sia una “truffa”.

Grazie alla campagna de Il Tirreno contro le telefonate moleste, il 22 dicembre 2017 in Italia è stata approvata una legge  che vieta di disturbare gli abbonati con chiamate commerciali indesiderate: per le quali, cioè, non sia stato rilasciato un consenso espresso e consapevole. La legge è in vigore dal 4 febbraio 2018, ma non può diventare efficace fino all’emanazione (entro 90 giorni) del regolamento applicativo.

In questo “vuoto” si insinuano ancora molte società per chiamate indesiderata. Anche se gli utenti hanno un modo efficace per difendersi:  1) chiedere al call center dove hanno preso i dati; 2) chiedere i riferimenti del consenso all’utilizzo dei dati per le chiamate commerciali; 3) chiedere l’immediata cancellazione del proprio nome dalla lista utilizzata per le chiamate. Tutto questo si può fare ai sensi del Codice della Privacy (articolo 7 e 8). E lo può fare sia il titolare di un cellulare che di un telefono fisso, riservato e non. Pena la segnalazione al Garante della privacy e anche all’Antitrust per comportamenti commercialmente scorretti.