IL MANIFESTO DELLE PARI OPPORTUNITÀ 

Differenze di genere La (ripresa) battaglia delle donne del Pd

LIVORNO. «Ricostruire luoghi di elaborazione e proposta autonoma smarriti da troppo tempo. E ricostruire una presenza e una relazione forte con le difficoltà delle donne». Queste le ragioni per le...

LIVORNO. «Ricostruire luoghi di elaborazione e proposta autonoma smarriti da troppo tempo. E ricostruire una presenza e una relazione forte con le difficoltà delle donne». Queste le ragioni per le quali, con sfumature, differenze e collocazioni diverse nelle fasi congressuali, anche in Toscana molte donne sottoscrivono il documento TowandaDem, promosso da 400 donne del Pd. Tra di loro la sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo, l’onorevole Susanna Cenni, la consigliera regionale Alessandra Nardini, la consigliera regionale Monia Monni, Sara Biagiotti e Gisa Mazza.

«La differenza di genere – si legge nel documento sottoscritto dalle donne toscane del Pd - la rappresentanza, i temi della conciliazione e della condivisione sono stati valori fondanti del Pd. Oggi rivendichiamo con orgoglio i risultati di questi anni di governo in termini di diritti delle persone e libertà delle donne (dalla Convenzione di Istanbul al decreto sul femminicidio, dalla norma sulle dimissioni in bianco alla medicina di genere) ma nel tempo legami con le donne italiane e rappresentanza di genere si sono allentate. L'obiettivo delle tante donne che hanno aderito al documento è di ripartire dalla riflessione sugli errori fatti, cominciando intanto dal rilancio della Conferenza delle Democratiche prevista dallo statuto del Pd e mai attuata. È necessario il Pd riprenda il filo di dialogo con le donne a partire dalle loro condizioni di vita e di lavoro». L’obiettivo - insistono le firmatarie - è «partire dal rilancio del Pd facendo in modo che questo tema sia protagonista. Ricominciamo a parlarci e a lavorare insieme, torniamo ad ascoltare difficoltà e potenzialità, ricostruiamo un forza collettiva. Da lì si riparte, anche per rilanciare il Pd».