SENTENZE LENTE 

Ostacoli per avere il commissario liquidatore

FIRENZE. Non è servita neppure la nomina di un commissario ad acta per essere pagato. Sergio Panetti continua ad aspettare dal 2007 i soldi che lo Stato gli deve per l’eccessiva durata di un processo....

FIRENZE. Non è servita neppure la nomina di un commissario ad acta per essere pagato. Sergio Panetti continua ad aspettare dal 2007 i soldi che lo Stato gli deve per l’eccessiva durata di un processo. E ora il Tar bacchetta il ministero delle Finanze (Mef). La vicenda di Panetti è paradossale. Il 10 ottobre 2017 il Tar Toscana nomina come commissario ad acta (per saldare il suo credito) un dirigente dell’ufficio centrale Bilancio del Mef. Ma una settimana dopo, il direttore generale dello stesso ufficio fa presente: 1) la criticità dell’ufficio per la nomina di troppi commissari per liquidare le somme per la giustizia lumaca; 2) la presunta non piena compatibilità fra questa funzione «e le funzioni di vigilanza e controllo della Ragioneria dello Stato, in particolare con il controllo preventivo sulla spesa e i conti in sospeso per far fronte all’equa riparazione». Il Tar, però, non intravede il conflitto di interessi, mentre valuta la possibilità di considerare i problemi di personale del Mef. Intanto, però, con oordinanza del 9 aprile conferma la nomina (di ottobre 2017) del commissario per saldare Panetti.