Anna non sarà bocciata: inascoltato l’appello di mamma Valeria

di Alessandro Bientinesi

Il ministero dell’Istruzione sul caso di Livorno: «Alle superiori avrà un percorso con gli stessi insegnanti di sostegno». La madre: «Non ci credo»

LIVORNO. Non sarà bocciata, come mamma Valeria aveva chiesto in un appello lanciato a scuola e ministero dell’istruzione. Ma avrà a disposizione un progetto di accompagnamento alle scuole superiori con laboratori specifici e inserimento graduale. Anche le sue docenti di sostegno attuali la seguiranno nel passaggio da un istituto all’altro. Questa è la decisione che il ministero, in una lettera inviata al nostro giornale, sembra intenzionato a prendere per il caso di Anna. La 15enne livornese con una grave disabilità cognitiva che, a differenza di quanto richiesto a più riprese dalla madre, non frequenterà più dal prossimo anno scolastico la scuola media.

«Anna ha dimostrato di essere pronta per la scuola superiore» conferma il ministero in una lettera inviata al Tirreno. Una motivazione che, però, non convince la mamma della ragazza. «Le parole del ministero sono le stesse che avevo sentito dalla scuola – dice con rammarico Valeria Martini –. In dieci anni Anna è stata seguita ogni volta da un docente di sostegno diverso, a volte due nello stesso anno scolastico. Per questo non credo alla continuità che il ministero mi sta garantendo adesso e farò di tutto per far sì che Anna resti almeno un altro anno alla scuola media».

Il ministero, pur ammettendo i problemi di organico per i docenti di sostegno, ha preparato un percorso in grado di accompagnare Anna nel delicato passaggio. «L’integrazione piena ed effettiva di tutte le studentesse e di tutti gli studenti è una priorità assoluta per noi – si legge nella lettera del ministero dell’istruzione –. La scarsità di insegnanti di sostegno specializzati è purtroppo un dato reale. Una criticità che in questi ultimi anni abbiamo cercato di affrontare stabilizzando sempre di più l’organico, fermo restando che comunque tutti gli alunni con disabilità hanno il sostegno di un docente, specializzato quando possibile, altrimenti anche non specializzato. Si tratta di un lavoro ancora in corso».

Da qui la decisione di non bocciare Anna ma di accompagnarla in un progetto di interazione nella scuola superiore. «Vogliamo tranquillizzare Anna e la sua mamma: l’ufficio scolastico regionale sta seguendo da vicino il suo caso – prosegue il ministero –. Per lei è già pronto un progetto di accompagnamento presso la scuola secondaria di secondo grado che la accoglierà, con l’organizzazione di laboratori specifici e la piena disponibilità di un inserimento graduale. Seguito, è importante sottolinearlo, anche dalle sue docenti di sostegno attuali. Perché Anna ha dimostrato di essere pronta per la scuola superiore. Ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti dal suo piano educativo Individualizzato. Vogliamo meritare la fiducia della signora Valeria. Il ministero e l’ufficio scolastico assicurano che sono state intraprese azioni concrete perché Anna non sia costretta a cercare di prolungare il passato per andare a scuola con gioia e in modo utile. Anche nella nuova avventura che la aspetta, Anna potrà avere tutto il sostegno che le occorre per liberare le sue potenzialità, contagiare positivamente le sue compagne e i suoi compagni, ad esempio con la sua spiccata abilità con tablet e cellulari, e proseguire con un percorso scolastico sereno e proficuo».

Parole, però, che non tranquillizzano mamma Valeria. «In questa settimana ho sentito molti genitori con figli adolescenti che frequentano ancora la scuola elementare – racconta la mamma di Anna –. Non capisco perché in dieci anni di scuola mia figlia sia stata bocciata, invece, una sola volta. Non ho saputo nulla, poi, dalla scuola e neppure dalla neuropsichiatra che ha in mano l’80% della decisione. Ma se il ministero ha intenzione di andare avanti per la strada della promozione io farò altrettanto. Perché vivo questa situazione come una vera ingiustizia».