Bulli a scuola, spesso sono i genitori i cattivi maestri

di Luigi Vicinanza

Si va in classe per socializzare e intrattenersi con i propri compagni, dimenticando la fatica dello studio, il rigore delle regole, il piacere della conoscenza

E bocciatura sia. Per tre dei sei bulli di Lucca è arrivata la naturale punizione per la loro adolescenza mal coltivata. Per gli altri tre, lunghi giorni di sospensione dalle lezioni. L’istituzione scolastica tenta di ripristinare il principio d’autorità con i mezzi a disposizione. Come è giusto che sia. La scuola ogni giorno è maltrattata dalla maleducazione, dalla strafottenza, dalle trascuratezze. Quell’istituto di Lucca non è l’unico, purtroppo, in Italia dove gli insegnanti affrontano studenti ostili alle basilari regole della convivenza civile.
 

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Ci meravigliamo? Gridiamo vergogna guardando e riguardando con curiosità morbosa il video del povero professore. Invochiamo per quei bulletti e i loro genitori una pubblica gogna. Nei commenti postati a raffica sui social è un florilegio di idee misere come le immagini mortificanti.
 
Quei ragazzi infatti nella loro brutale ignoranza disvelano il lato oscuro di tante famiglie, senza distinzione di ceto sociale e di appartenenza geografica. Sono lo specchio deformato di una società che considera la scuola un desolato parcheggio sociale incustodito. Si va in classe per socializzare e intrattenersi con i propri compagni, dimenticando la fatica dello studio, il rigore delle regole, il piacere della conoscenza. 
 

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Mezzo secolo fa don Lorenzo Milani si è battuto proprio qui in Toscana contro la scuola di classe. Oggi però la scuola è un’istituzione declassata, gli insegnanti relegati in un ruolo inadeguato al valore del loro compito: non gli affidiamo infatti la cosa più preziosa che abbiamo, i nostri ragazzi?
 
Eppure i prof continuano a essere malpagati e inchiodati in un sistema sempre più burocratizzato. Costretti a subire genitori antagonisti delle gerarchie. Sul nostro giornale più voci sono intervenute in questi giorni. L’attenzione non può calare. Senza una scuola di qualità, non c’è qualità della vita. Siamo tutti coinvolti. Buona domenica.