Trenitalia sostituiva in maniera illecita chi scioperava

di Pietro Barghigiani

«Antisindacale usare i superiori per aggirare la protesta» La Cassazione sul contenzioso nazionale sollevato in Toscana

PISA. Trenitalia condannata per comportamento antisindacale. Motivo? Aver sostituito, in più occasioni, personale in sciopero con altri dipendenti di qualifica superiore. È un po’ come se un operaio incrociasse le braccia e il proprietario della fabbrica, per non bloccare la produzione, al suo posto mettesse un impiegato. Lo ha stabilito la Cassazione respingendo il ricorso della società di trasporti, partecipata al cento per cento da Ferrovie dello Stato Spa, che in primo grado a Pisa nel 2011 si era vista riconoscere le proprie ragioni.

La segreteria provinciale di Pisa di Orsa Ferrovie aveva impugnato il verdetto ottenendo soddisfazione in appello a Firenze quando nell’aprile 2013 i giudici avevano «dichiarato l'antisindacalità del comportamento tenuto da Trenitalia Spa in occasione degli scioperi, consistito nell'impiegare dipendenti con qualifica di “quadro” nella guida e scorta dei treni e nell'utilizzare il lavoro straordinario oltre i limiti di legge». Trenitalia era stata anche ammonita dall’astenersi per il futuro nel «porre in essere comportamenti analoghi, disponendo l'affissione del dispositivo nelle bacheche aziendali per la durata di una settimana».

Una vittoria sindacale piena quella del sindacato autonomo e di base Orsa. Per Trenitalia le sostituzioni durante degli scioperi oggetto del ricorso erano «irrilevanti con mansioni espletate in via marginale od occasionale evidenziando che l'adibizione a mansioni inferiori in sostituzione degli scioperanti (solo) per uno o più giorni intervallati, non poteva considerarsi illegittima». In appello e ora anche davanti alla Suprema Corte il principio affermato è un altro. Opposto a quello sostenuto dalla società. Il personale utilizzato per tamponare i vuoti provocati dall’astensione dal lavoro di chi aveva aderito allo sciopero «è stato impiegato per intere giornate e più volte nella sostituzione di personale in sciopero avente qualifica palesemente inferiori». Non solo. È stato accertato che le inferiori mansioni svolte dai “quadri” in sostituzione degli scioperanti non furono né accessorie o complementari, né marginali». Insomma, senza quei “tappabuchi” demansionati comandati alla bisogna, i treni sarebbero rimasti inchiodati sulle rotaie. L’obiettivo dello sciopero, parzialmente vanificato dalle sostituzioni lampo.

Nel corso del confronto tra le parti, la Corte d’Appello «ha motivatamente ritenuto e accertato che tali sostituzioni avvennero frequentemente e non marginalmente in occasione di diversi scioperi e al solo scopo di sostituire il personale scioperante, non rilevando a questo punto neppure la prova richiesta in ordine alla circostanza che i dipendenti inquadrati in categoria B siano in possesso della professionalità e delle abilitazioni per l'espletamento delle mansioni di “condotta” e di capotreno, rilevando qui l'antisindacalità della condotta datoriale».