Il fatturato della moda maschile chiude con un fatturato in crescita

Rialzo del 3,4% nel 2017, dati positivi alla vigilia di Pitti Uomo. L'export cresce del 5,2%

FIRENZE. La moda maschile italiana archivia il 2017 in area positiva, facendo registrare un fatturato di 9,3 miliardi di euro, in crescita del +3,4%. Da un lato le esportazioni si sono rivelate più vivaci di quanto prudenzialmente stimato e, dall'altro, il sell-out sul mercato interno ha evidenziato un ritmo di calo di minor entità rispetto a quanto previsto sulla base degli andamenti delle ultime stagioni. Questi i dati economici elaborati da Sistema Moda Italia e diffusi oggi alla vigilia di Pitti Uomo, in programma a Firenze dal 12 al 15 giugno, analizzando anche le dinamiche del mercato italiano.

L'export mantiene così il suo ruolo fondamentale, in crescita del +5,2% per un valore di 6,1 miliardi di euro (sia le aree Ue sia quelle extra-Ue siano state favorevoli al comparto, crescendo rispettivamente del +6,6% e del +4,1%), mentre l'import flette del -0,8% (3.976 milioni di euro). Le rilevazioni, effettuate da Sita ricerca per conto di Smi, indicano una diminuzione del sell-out per la moda maschile pari al -1,5% con riferimento all'anno solare; a livello di canale distributivo si registrano dinamiche lievemente positive sia per le catene (+0,6%), sia per l'universo della Gdo (+0,3%). Tornano a crescere anche le vendite intermediate dal format 'outlet/stockisti' (+1,3%), mentre l'e-commerce, dopo il boom dello scorso anno (+42,0%) frena al -0,2%.

Su cosa aspettarsi per il 2018, nei primi due mesi dell'anno la moda maschile italiana ha visto proseguire l'export su un sentiero favorevole (+2,6%), mentre l'import evidenzia un rimbalzo (+6,2%). In particolare, il fatturato estero risulta sostenuto, ancora una volta, dalla maglieria (+7,7%) e dalla confezione (+2,0%). Viceversa, le altre merceologie mostrano un decremento dell'export (-3,7% per l'abbigliamento in pelle, -4,4% per la camiceria, -10,6% per le cravatte).