Il settore moda va bene e tornano a crescere i posti di lavoro

Una ventata di ottimismo da Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine: "Facciamo un +3,2%, sale l'export e migliora la bilancia commerciale. Ma il governo continui il progetto del Made in Italy"

FIRENZE. "Il settore della moda va bene, gode di buona salute e cresce del 3,2% nel 2017", ma "il dato che mi piace di più dire è che cresce la bilancia commerciale positiva, decrescono le importazioni e per la prima volta ricrescono i posti di lavoro". Lo ha affermato Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda e di Pitti Immagine, intervenuto oggi, martedì 12 giugno, alla cerimonia d'apertura di Pitti Uomo a Firenze. "Si riaprono le fabbriche, si sta ripopolando il Sud", ha osservato Marenzi, secondo cui il vento positivo spira "soprattutto nel comparto uomo, legato forse meno all'aspirazionalità della moda, ma legato alla qualità, alla manifattura, all'eccellenza, e questa sta dando i suoi frutti. E' un dato molto positivo".

 "Ciò che noi chiediamo al nuovo governo è di continuare sul progetto del Made in Italy -  ha poi aggiunto  Marenzi - Il progetto ha portato dei grandi risultati in quasi tutte le fiere, ci ha coordinati, ha fatto sì che nascesse Confindustria Moda, ed è una best practice da continuare". Marenzi ha avanzato anche un'altra richiesta all'esecutivo, ovvero "rendere i visti per gli studenti stranieri più facili. Noi abbiamo una difficoltà in questo: è difficile per gli stranieri, parlo ovviamente dei paesi fuori da Schengen, avere i visti, mentre in Francia, Germania, Inghilterra è più semplice". Per questo motivo, dice il presidente di Confindustria Moda, "molti studenti che verrebbero nelle nostre scuole di moda vanno altrove: dobbiamo cambiare passo, perché chi studia nel nostro paese poi rimane e viene a produrre qua. Dobbiamo essere più internazionali, aumentare la qualità delle persone straniere che arrivano nel nostro Paese". 

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Anche il presidente dell'Ice, Michele Scannavini, difende il piano straordinario per il Made in Italy: "Il piano non può essere considerato straordinario, deve essere strutturale, parte del sistema che aiuta e stimola le nostre imprese a crescere nel mondo: così è per gli altri paesi, mi auguro fortemente che possa essere così anche per l'Italia".

"Ci sono fatti che dicono che questo programma funziona - ha aggiunto - è stato rifinanziato per il 2018 e sono sicuro che possa continuare, perché ci sono risultati tangibili". Scannavino ha ricordato che nel primo triennio (2015-17) il ministero dello Sviluppo economico "ha stanziato circa 30 milioni all'anno, ha coinvolto ogni anno una cinquantina di fiere, attraverso questi stanziamenti ha portato circa 23mila operatori stranieri, fra buyer e media, negli eventi fieristici italiani, ha organizzato circa 120mila incontri business tra operatori stranieri ed espositori italiani. Se pensate che lo studio dell'Ente Fiera Italia ha accertato che circa il 50% del nuovo export nasce da contatti e contratti stabiliti agli eventi fieristici, capite l'impatto, l'energia che una fiera ben organizzata può avere per il sistema economico italiano".