L’annuncio di lavoro è una truffa? Ecco le 10 regole per difendervi dalle offerte ingannevoli

di Alessandro Bientinesi

Venite contattati per un posto da magazziniere ma vi spediscono a vendere contratti porta a porta? Lavorate con contratti non regolari o in nero? Siete sottopagati? Ecco come tutelarsi dal lavoro-beffa. Cgil: "Diffidate dai messaggi vaghi"

FIRENZE. Un vero e proprio manuale per difendersi dagli annunci truffa. Nella battaglia alle offerte di lavoro ingannevoli iniziata dal Tirreno insieme ai lettori scende in campo anche Cgil Toscana. Sindacato che fornisce delle regole semplici per evitare, in particolar modo i giovani, di essere sfruttati e presi in giro. Fenomeno che rasenta il caporalato che si è intensificato in Toscana negli ultimi anni.

«L’inchiesta scoperchia una vergognosa situazione di illegalità nella quale versa l’incontro domanda-offerta di lavoro in Toscana – spiegano Maurizio Brotini di Cgil Toscana e Margherita Bernardi di Sol Cgil Firenze –. Quando il lavoro è ridotto a una merce, le persone in cerca di occupazione sono ridotte a prede del sistematico bracconaggio di soggetti di ogni tipo: dai classici caporali ai personaggi che praticano forme di furto. Di tempo, dati, privacy, denari, diritti e dignità».

Nella lotta agli annunci truffa al Tirreno fa si sono affiancati già ispettorato del lavoro, giuslavoristi e presto potrebbe attivarsi anche il ministero del lavoro. Prima ancora erano stati i sindacati a sposare la battaglia per scoprire quali annunci di lavoro nascondessero delle vere e proprie truffe.

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LA POSIZIONE DEI SINDACATI

«Speriamo che le inchieste del Tirreno sensibilizzino anche le forze dell’ordine a una maggiore vigilanza su questo problema – spiegano Brotini e Bernardi –. Sul piano sindacale la Cgil è a disposizione da tempo con i Sol, servizi orientamento lavoro, arrivi presso le camere del lavoro di Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Prato e Massa Carrara». Un’esperienza di anni che ha permesso a Sol di elaborare uno standard di riferimento da rivolgere a tutti gli attori dell’incontro domanda-offerta di lavoro. «I concetti chiave sono tracciabilità e trasparenza sul lato del lettore – proseguono i due sindacalisti Cgil – ma anche veridicità e legalità sul lato di chi pubblica. Queste devono essere le caratteristiche generali che un’offerta di lavoro deve avere per poter essere considerata valida sia dal punto di vista del diritto del lavoro che del diritto del consumatore a non essere ingannato, proprio come nel caso degli altri beni di servizio».

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LE REGOLE PER DIFENDERSI

Quali sono, però, gli standard di riferimento per la pubblicazione di offerte di lavoro, coerenti con le normative e le procedure adottate dalle aziende certificate in qualità e dai Centri per l’impiego? Con Cgil ci aiutiamo a elaborare uno schema di “difesa”. Questo si basa su una serie di punti: dal periodo di pubblicazione dell’annuncio, al tipo di qualifica offerta fino a mansioni e orari di lavoro che devono essere presenti per evitare problemi al lavoratore.

PERIODO DI PUBBLICAZIONE

Il periodo di pubblicazione è un elemento necessario per evitare equivoci, voluti o meno, e sovrapposizioni. In altre parole, in particolare per gli annunci online, bisogna sempre cercare di capire le l’azienda che assume sta continuando da mesi a inserire gli stessi annunci di lavoro. I periodi di assunzione, anche per progetti specifici, non possono continuare a ripetersi in maniera ininterrotta. Esclusione fatta per le candidature spontanee, utili alle imprese per avere una banca dati di curricula dai quali attingere in caso di future selezioni.

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QUALIFICA E PROFILO

Deve essere chiaramente indicata, anche in italiano, la qualifica, la figura e il profilo che l’azienda sta ricercando. Questo per prevenire le frodi. Ad esempio un lavoro di “junior account manager” dovrebbe essere descritto anche in italiano e non con la sola dicitura in inglese. Questo anche per scoraggiare, o almeno rendere espliciti, i tentativi di sotto-inquadramento.

GLI ANNUNCI “CIVETTA”

La numerazione è necessaria per prevenire le truffe: è frequente, infatti, la cattiva pratica di pubblicare un’offerta civetta, dunque appetibile, per poi affermare verbalmente, in sede di colloquio, che quella offerta è già stata coperta ma che si partecipa per un’altra molto meno appetibile.

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SETTORE E TIPO DI CONTRATTO

La stessa figura in due settori diversi ha compiti, oneri e ruoli ben diversi. Un conto, infatti, è fare il cuoco in una mensa, un altro è avere lo stesso lavoro in un ristorante stellato. Il settore di impiego, dunque, deve essere chiaro fin dall’inizio. Così come un numero di persone richieste per un progetto di lavoro. Fondamentale, poi, il tipo di contratto: nessuna definizione di fantasia o utilizzo di parole fuorvianti come “fisso” o “incentivo”. La tipologia contrattuale deve essere esistente e legale.

MANSIONI E LUOGO DI LAVORO

Nell’offerta di lavoro, infine, le mansioni devono essere coerenti con il resto dell’offerta. Esempi pratici: l’apprendista esperto, l’aiuto cuoco unico, il tirocinante cassiere, il disabile in perfetta forma. Indispensabile, poi, capire bene il numero di ore per giornata e l’organizzazione del lavoro (se a turni o orario continuato). Per ultimo i requisiti, coerenti con il resto dell’offerta, e il luogo di lavoro, necessario per quantificare le spese per il trasporto.

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