Un'inutile provocazione alle donne

di Luigi Vicinanza

Fa discutere l'esordio del neo sindaco di Pisa che ha scelto come assessore alla cultura l'attore Andrea Buscemi al centro di una vicenda giudiziaria con l'accusa di stalking

Sarò il sindaco di tutti, è la frase – da considerare sincera, fino a prova contraria – pronunciata da alcuni sindaci di buona volontà subito dopo l’elezione. In quelle parole è concentrata un’idea positiva di comunità: rappresentare, come è ovvio, sia chi ha contribuito con il proprio voto alla vittoria del prescelto, ma anche chi è rimasto a casa deluso e chi invece ha combattuto per un’altra soluzione.

In democrazia funziona così: si vince, si perde, ma il bene comune di una città viene prima di tutto. O no? Immagino che quella frase l’abbia formulata nelle ore successive alla straordinaria vittoria anche il sindaco di centrodestra Michele Conti mentre portava in dote a Salvini una città-simbolo come Pisa. Ebbene questo sindaco che cosa combina; nomina assessore alla cultura un attore coinvolto in un processo per stalking, Andrea Buscemi, di cui non si può dire che sia stato condannato perché il reato contestatogli – lo stalking appunto - è stato introdotto solo successivamente, ma la dolorosa vicenda ha tenuto banco per anni.

La sua nomina, per di più alla cultura, ha colpito la sensibilità di tante donne, in particolare del combattivo gruppo della “Casa delle donne” da sempre in prima fila sui temi della violenza, decise a non mollare su questa vicenda. Ora un sindaco legittimamente eletto, come Conti, può e deve dare un segno nuovo alla sua amministrazione.

Ma perché cominciare con un gesto che sa di provocazione se non addirittura di disprezzo verso parte del mondo femminile? Il suo dante causa, il vicepremier e capo della Lega, sta costruendo il consenso esasperando ogni questione. Ma un conto è farlo nella Roma della sceneggiata politica, un alltro nel corpo vivo di una città come Pisa. Conti con la scelta di quell’assessore non si sta comportando da sindaco di tutti i pisani. Un’inutile lacerazione. Peccato. Buona domenica.