Export toscano: dati positivi ma ancora sotto la media nazionale -Tutti i numeri

La farmaceutica, i metalli preziosi e la pelletteria rappresentano i motori delle vendite all’estero, senza i quali il dato del manifatturiero passerebbe in terreno negativo

FIRENZE. «La tenuta complessiva dell'export c'è, ma siamo al di sotto sia della media nazionale, sia delle principali regioni di benchmark. La farmaceutica, i metalli preziosi e la pelletteria rappresentano i motori delle vendite all’estero, senza i quali il dato del manifatturiero passerebbe in terreno negativo – commenta il presidente di Confindustria Toscana, Alessio Marco Ranaldo -.  Il rallentamento generale del commercio mondiale, l'instabilità del prezzo delle materie prime e una probabile escalation delle politiche protezionistiche preoccupano la Toscana manifatturiera ed esportatrice; nel Paese la fiducia degli imprenditori è in calo e potrebbe frenare gli investimenti che, anche nella nostra regione, sono ripartiti.
Se vogliamo recuperare i livelli pre-crisi su occupazione e reddito pro-capite – aggiunge Ranaldo -  occorre un impegno della politica e delle istituzioni su più fronti: Industria 4.0, finanza europea e internazionalizzazione. Serve continuità su superammortamenti e iperammortamenti, "nuova Sabatini" e crediti d’imposta per R&S, strumenti già previsti dal Piano Impresa 4.0. Serve un presidio attento sulla prossima partita dei fondi europei, che per la Toscana vale 2,5 miliardi in 7 anni e significa più infrastrutture, sostegno all'occupazione e maggiori interventi per la reindustrializzazione delle aree di crisi; occorrono nuovi investimenti pubblici e una riduzione degli oneri a carico delle imprese negli strumenti a sostegno dei percorsi di internazionalizzazione. In sintesi, adesso è il tempo che i temi dell’economia e dell’impresa tornino al centro dell’agenda politica nazionale e regionale»

I Dati

Secondo i dati resi pubblici  dall’Istat le esportazioni del manifatturiero toscano nel secondo trimestre del 2018 si mantengono positive e in leggero miglioramento rispetto a quanto rilevato nei primi tre mesi dell’anno: +2,1% è la variazione del manifatturiero nei mesi di aprile-giugno 2018, rispetto al corrispondente periodo del 2017.

Complessivamente il primo semestre dell’anno si è chiuso a +1,6%, dato che scende a +0,6% se depurato dai metalli preziosi, i cui valori risultano fortemente influenzati dalle fluttuazioni del prezzo dell’oro e dal contesto geopolitico internazionale.

Si tratta di un risultato ancora al di sotto della media nazionale e delle principali regioni di benchmark.

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