La Lega Nord all’attacco dei giudici

Salvini in Versilia contesta la decisione del Consiglio di Stato sul voto viareggino e rilancia la candidatura Baldini

CAMAIORE. «Per qualcuno se spariscono qualche centinaio di schede è una cosa regolare: d’altronde questa è l’ingiustizia italiana a cui siamo abituati. Per qualche giudice i voti dei viareggini contano poco, o contano niente. Rivinceremo: l’esperienza con Massimiliano Baldini è solo all’inizio».

È un Matteo Salvini all’attacco e senza peli sulla lingua quello che si è presentato venerdì 25 in Versilia, prima a Camaiore e poi a Forte dei Marmi. Alla prima occasione di parlare della sentenza del Consiglio di Stato che ha riportato sulla poltrona di primo cittadino a Viareggio Giorgio Del Ghingaro il segretario della Lega Nord non ci gira attorno, attaccando frontalmente i giudici che hanno di fatto ribaltato la sentenza del Tar con la quale erano state annulate le elezioni del giugno 2015. «Per qualche giudice il voto dei viareggini non vale nulla. Ma dopo il 5 dicembre e la vittoria del no al referendum, la Lega e tutte le forze alternative a Renzi dovranno mettersi al lavoro. A noi sarebbe piaciuto candidare Baldini subito come sindaco, ma dal 5 dicembre cominceremo a parlarne. La nostra esperienza insieme è appena iniziata».

Le Pen in Toscana per un incontro sull'Europa, ma prima il pranzo con Salvini

Ad accoglierlo, in piazza 29 maggio a Camaiore nel giorno di mercato, una folla di gente. Lui non si è sottratto: si è fermato a parlare con qualche ambulante, si è intrattenuto con chiunque gli chiedesse una foto o un selfie. Poi, dal palco, ha parlato quasi solo di no al referendum, motivo per il quale era ieri in Versilia. Nel bel mezzo del mercato e con diversi balneari tra la gente arrivata ad ascoltarlo, il leader della Lega non poteva perdere l’occasione per rilanciare un suo cavallo di battaglia: il no alla Bolkestein. «Se vince il sì al referendum - ha detto - ci troveremo con una Costituzione in cui la nostra sovranità nazionale sarà subordinata alle decisioni e alle volontà di Bruxelles. In altre parole diciamo no a questa riforma anche per dire no alla Bolkestein, che mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro tra ambulanti e operatori del settore turismo».

Non è mancato neanche un richiamo alle recenti prese di posizione del sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza. «Quella che l’Italia sta subendo non è accoglienza. È un’invasione clandestina organizzata e pianificata. Accogliere donne e bambini che fuggono dalla guerra - ha detto Salvini - è un dovere. Ma io qui di bambini in fuga dalla guerra dalla Siria ne vedo pochissimi: sono tutti ventenni robusti e atletici, che dovrebbero stare nel loro Paese. Questi non sono profughi, sono occupanti. I sindaci che dicono no e che dicono “prima gli italiani” fanno solo il loro dovere». Assieme al leader del Carroccio esponenti della politica locale, a partire dalla consigliera regionale della Lega Nord Elisa Montemagni (di Massarosa). Con lei anche Massimiliano Baldini, che ha accompagnato Salvini per l’intero tour versiliese, prima a Camaiore poi a Forte dei Marmi, il candidato sindaco a Camaiore (sostenuto anche dalla Lega) Giampaolo Bertola, l’ex presidente del consiglio a Camaiore Pier Francesco Pardini. Il centro storico di Camaiore era stato blindato, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale: l’intero comizio però si è svolto in un clima sereno, sotto una leggera pioggia ma senza alcun cenno di contestazione.

Marion Le Pen a Forte dei Marmi durante l'incontro con Salvini

Subito dopo Camaiore, e prima di proseguire per la Liguria, Salvini si è fermato a pranzo con un centinaio di sostenitori del no al referendum al ristorante Madeo di Forte dei Marmi dove a catturare l’attenzione dei fotografi, oltre a lui, anche Marion Le Pen, l’alleata francese di Salvini, invitata al pranzo fortemarmino.

Marco Pomella