Una spiaggia nudista a Viareggio

di Donatella Francesconi

Le richieste del Comune all’Ente regionale per lo sviluppo complessivo della Marina di Torre del Lago

VIAREGGIO. Zone dedicate al turismo naturista nell’area del parco tra Torre del Lago e Viareggio, quella che comprende anche la spiaggia libera della Lecciona. È una delle richieste che il Comune di Viareggio ha presentato nel confronto con l’Ente Parco, oggi presieduto da un Giovanni Maffei Cardellini, molto attento agli equilibri politici regionali. Spiagge ed aree per chi pratica il nudismo, un tipo di turismo sempre più in espansione, con una apposita regolamentazione come avviene in altre parti della Toscana come, ad esempio, San Vincenzo o alcuni tratti dell’Elba.

Ma non solo. Viareggio, alla voce «realizzazione di zone dedicate alla frequentazione con animali domestici» chiede che, una volta per tutte, si dica dove e come si può andare in spiaggia con i propri cani.

Il confronto con il Parco è tutto aperto e - così l’annuncio del sindaco Giorgio Del Ghingaro - e tra un paio di mesi è intenzione dell’amministrazione comunale portare in consiglio un Piano straordinario per la Marina di Torre del lago.

E, restando in tema di animali, tra i punti posti all’attenzione del Parco c’è anche la «promozione del turismo equestre attraverso la realizzazione di ippovie e la possibilità di svolgere attività inerenti».

Tra i 14 punti posti all’attenzione del Parco ci sono, inevitabilmente, anche quelli di maggior sostanza e che fanno più discutere. A cominciare da quella «valorizzazione» del «tracciato ciclopedonale tra le due Marine», che fa sempre pensare male, ovvero a quello “sfondamento” tra Viareggio e Torre del Lago in mezzo all’oasi protetta. La richiesta si limita a «ripristino del fondo realizzato in terra battuta o calcestre e con postazioni, piazzole informative e didattiche, zone attrezzate per il parcheggio biciclette con sistemi anti vandalismo ed anti furto». Insieme, Viareggio pone anche l’esigenza di «manutenere ed adeguare la rete sentieristica, per consentire l’accesso a tutti i luoghi ed alle emergenze».

Marina di Torre del Lago ha significato, per oltre un decennio, divertimento notturno. Movida, insomma, che si è sciolta come neve al sole nel grande pasticcio tra Parco e Comune nell’estate 2013. Oggi, nel confronto tra Enti, ecco l’esigenza posta dall’amministrazione comunale di «favorire le attività legate all’intrattenimento musicale». Attraverso - specifica il documento presentato ormai da qualche mese - «varie tipologie di servizi e strutture di supporto, anche attraverso la revisione del Piano comunale di classificazione acustica del 2006». Per fare i conti con il carico che le attività umane apportano al Parco, c’è la necessità di «predisporre un Piano delle funzioni». Sulla base «di una verifica del carico commerciale e attraverso la possibilità di cambio di destinazione d’uso degli immobili esistenti, onde consentire la diversificazione delle licenze commerciali e ricettive in modo da favorire ed arricchire l’appetibilità e l’offerta turistica della zona con nuove attività sostenibili, in accordo con la normativa nazionale del settore».