Camaiore, era a caccia durante la malattia: la Pluriservizi licenzia di nuovo

di Cesare Bonifazi

Il dipendente non si trovava in casa nell’orario dei controlli messi in atto dall’azienda. E' il secondo provvedimento nel giro di pochi giorni a carico di altrettanti dipendenti della partecipata

CAMAIORE. Due su due. La Pluriservizi torna a licenziare. Ad essere colpito questa volta un dipendente accusato dall’azienda di non essere rimasto a casa durante un permesso per malattia. All’uomo sono state contestate violazioni in merito al periodo di malattia richiesto. Nei giorni in cui doveva trovarsi a casa, reperibile negli orari fissati per legge, le attività di controllo messe in atto dall’azienda lo avrebbero “pizzicato” intento a svolgere faccende personali di tipo ludico, compreso andare a caccia.

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Da lì si è aperto un procedimento disciplinare che inizialmente si era manifestato con una sospensione a tempo indeterminato. A distanza di poco più di un mese il dipendente ha ricevuto la lettera di licenziamento. Il provvedimento massimo che si aggiunge a quello già applicato a un’altra dipendente alla quale invece era stato contestato un abuso dei permessi concessi in base alla legge 104 (quelli per l’assistenza a congiunti): in questo caso, oltre al fine previsto dal permesso, ci sarebbe stato un momento “ricreativo”.

Le accuse sarebbero state avvalorate dai risultati delle indagini condotte da un’agenzia investigativa privata.

Ad entrambi i dipendenti è stato concesso il termine per presentare le memorie difensive. I documenti però non avrebbero convinto il nuovo amministratore unico Chiara Raffaelli, scelta dal sindaco nel luglio scorso per guidare la Partecipata. La Raffaelli ha deciso di applicare il provvedimento massimo e di chiudere la porta dietro le spalle dei due. I licenziamenti sono destinati ad avere una lunga eco e arrivare fino all’attenzione della Procura della Repubblica di Lucca. La dipendente ha già chiamato gli avvocati per chiedere un risarcimento e il reintegro nel proprio posto di lavoro

Già nei giorni scorsi però l’amministrazione, tramite le parole del sindaco, aveva ribadito come i provvedimenti non siano una vicenda politica ma tecnica: «Non c’è posizione politica di nessun tipo - dichiara il primo cittadino - è una questione tecnica e non ci tocca. Tutto quello che possiamo fare è semplicemente prendere atto della decisione».Adesso però l’opposizione chiede spiegazioni a Del Dotto.

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