Il sindaco vuole rendere pubblico il nome di chi non paga le tasse

di Cesare Bonifazi

Mungai ha chiesto al garante della privacy l’autorizzazione a procedere verso 1.600 cittadini morosi «Ingiunzioni, pignoramenti e blocco dei conti correnti sono procedure lente e farraginose: non bastano»

MASSAROSA. Non bastava il pugno duro, i pignoramenti, le ingiunzioni, l’amministrazione ha deciso di portare alla luce del sole coloro che non pagano le tasse. Vuole pubblicare nome e cognome. Il che corrisponde nell’epoca del digitale a mettere un cartello grande come una casa davanti alla porta del moroso. Il sindaco Franco Mungai ha inviato una richiesta formale al garante della privacy per avere l’autorizzazione a pubblicare l’elenco nominativo dei contribuenti morosi, coloro che da anni sono indietro con le tasse della spazzatura, dei canoni non ricognitori e così via.

Si tratta di circa 1600 soggetti sui quali sono stati recuperati i dati dei conti correnti, datori di lavoro e locazioni attive, attraverso cui gli uffici hanno attivato le procedure coattive per il recupero delle somme dovute all’amministrazione.

«Sono sindaco da circa otto anni - spiega Mungai - nel mio comune ci sono circa 23mila cittadini, il numero di coloro che non ottemperano con precisione al dovere di pagare i tributi comunali previsti sono troppi. L’ammontare delle somme nel tempo non corrisposte è di oltre 10 milioni di euro ed è facile capire, che con un bilancio intorno ai 18 milioni è difficile amministrare con un ricorrente bisogno ad attingere all’anticipazione di cassa e ritardare i pagamenti di chi ha fornito servizi». Insomma, la ratio di questa richiesta sta nel fatto che i cittadini morosi mettono in seria difficoltà i conti del Comune.

«Stiamo mettendo particolare attenzione a far sì che la massa di crediti sia ridotta - spiega il sindaco in una nota - abbiamo attivato fermi amministrativi degli autoveicoli, blocchi dei conti correnti, pignoramento del quinto di stipendi e pensioni, pignoramenti di crediti. Ma sono tutte procedure lente e farraginose: non riusciamo a far rientrare il fenomeno in modo sostenibile. Non sono insensibile al momento economico critico che attraversano le famiglie italiane nel loro complesso, ma il nostro bilancio ha sempre avuto l’approvazione delle organizzazioni sindacali verificando che le agevolazioni, riduzioni ed esenzioni a chi si trova in difficoltà fossero previste ed aver sempre ottenuto tale approvazione non è scontato».

Mungai non è il primo a cui è venuta in mente una soluzione del genere: esporre coloro che non pagano. A poco più di 70 chilometri nel 2015 ci aveva pensato anche l’allora sindaco di Riomaggiore, in provincia di La Spezia, Franca Cantrigliani. La giunta aveva approvato una delibera che ordinava agli uffici di redigere la lista nera di chi non pagava. Stessa mossa anche a Oristano. Ma il garante mise fermò tutto.