Arrivano le vedette contro i vigili anti-venditori abusivi

Intanto spunta un nuovo modo di agire con i clienti in spiaggia:  si illustra la merce contraffatta e poi la si consegna a domicilio

FORTE DEI MARMI. Cambia il controllo della spiaggia, ma anche dell’intero paese, come ha più volte ribadito il sindaco del Forte Bruno Murzi, ma cambia anche la presenza dei venditori abusivi sulla spiaggia. Giovedì sera finirà il Ramadan ed è opinione corrente che il numero dei potenziali venditori da spiaggia aumenterà notevolmente. E così se i vigili mettono in campo forze nuove, cioè gli agenti assunti col contributo di categorie e cittadini, a caccia di risultati che si sperano rilevanti, anche la controparte sembra aver già iniziato a studiare le mosse degli avversari in divisa. Arrivano così le vedette, giovani ben vestiti che privi di merce da vendere e mano al cellulare viaggiano secondo metodiche tutte da comprendere sull’arenile e spesso frequentano anche i parcheggi dei bagni, in modo da scorgere direzione e mosse degli agenti addetti al Progetto Sicurezza e poter così avvisare i compari che invece sono carichi di borse e suppellettili cari a tanti clienti sotto tende e ombrelloni. L’obiettivo è chiaramente quello di arginare le perdite con eventuali sequestri, ma anche quello di continuare la vendita senza interferenze. Senza contare che poi quest’anno si potenzieranno i venditori su catalogo, un fenomeno già apparso in passato ma che potrebbe avere adesso grande espansione. Un book con foto e prezzi da far sfogliare ai turisti sotto l’ombrellone e poi – si dice – una volta deciso l’acquisto, addirittura con la consegna a domicilio delle merci griffate, probabilmente contraffatte, ma tali da entusiasmare comunque la clientela. Chissà se l’eterna lotta guardie-venditori abusivi avrà altre impensabili svolte – la necessità in fondo, da sempre, aguzza l’ingegno – ma certo ci sarà un bel daffare nelle prossime settimane.

Un capitolo a parte, dicevamo, su cui le autorità cittadine dovrebbero spendere molte energie dovrebbe essere comunque quello della sensibilizzazione della clientela. Abbiamo ascoltato decine di signore, italiane e straniere, che amano, ad esempio, i massaggi delle cinesi che frequentano la spiaggia, come amano rifornirsi per se stesse di regali di prodotti contraffatti. E parliamo anche di nomi importanti. Una fidelizzazione sui generis che in molti casi sfocia se non nell’amicizia cliente-venditore nella conoscenza e nel riguardo e che potrebbe alla lunga vanificare almeno in parte gli sforzi per liberare la spiaggia da ogni forma di commercio abusivo. Se la domanda (e l’offerta) di prodotti e servizi irregolari continuerà, potrebbero servire ben altre forze in campo. (r.f.)