il futuro del porto 

Lavori per la nuova banchina commerciale: stop al materiale utilizzato dall’impresa

di Donatella Francesconi

L’Autorità portuale regionale: «Troppo fino rispetto alle percentuali che sono indicate nell’appalto»





Materiale per la realizzazione della banchina commerciale «fermato da un ordine di servizio del direttore dei lavori perché non idoneo», conferma Fabrizio Morelli, segretario della Autorità portuale regionale, interpellato dal “Tirreno” su una vicenda della quale, in porto, si parla da un mese circa. Con riferimento a marmettola che sarebbe utilizzata per il primo passo dell’opera, ovvero lo “scanno di imbasamento”. Da realizzare - così le carte dell’Autorità portuale - «in pietrame del peso singolo da 5 a 50 chili di spessore pari a 90 centimetri. Opera necessaria «al fine di regolarizzare il piano di posa dei massi, dimensionato in funzione dei cedimenti provocati dai carichi previsti». Sopra al materiale che viene posato oggi andranno collocati i blocchi ciclopici che arriveranno via mare da Piombino.

L’azienda che segue i lavori, dopo la gara dell’Autorità portuale regionale è la “Sales Spa” di Roma per un importo che è stato ridefinito pari a 2.104.033,35 euro che sono parte dei 2,6 milioni di contributi stanziati dalla Regione Toscana. «L’impresa - spiega al “Tirreno” il segretario dell’autorità portuale, Fabrizio Morelli - ci ha dichiarato che quel materiale, che non è marmettola ma si tratta di residui di marmo, sembrava comunque idoneo per costruire più facilmente lo strato di fondazione». Invece, è stato rilevato che «la percentuale di materiale fino era troppo elevata rispetto alle indicazioni contrattuali». Si tratta, continua Morelli, «di cose che a volte capitano». Dopo l’ordine di servizio a firma del personale dell’Authority incaricato della direzione lavori, «il materiale è rimasto sul pontone».

La realizzazione della banchina commerciale prevista dal Piano regolatore portuale 2007, ancora oggi in vigore, è stata decisa - si legge nella relazione di progetto definitivo agli atti della autorità portuale - «per il mantenimento di un più contenuto volume di traffico commerciale ». Si è pensato che qui possano attraccare navi da crociera fino a 90 metri e, perché no, anche qualche traghetto, insieme ai tender che trasportano a terra i croceristi delle navi più grandi, costrette alla fonda e far sbarcare i propri passeggeri lungo il Molo vecchio.

La banchina avrà uno sviluppo di 166 metri, con un cerchio di evoluzione del diametro di circa 240 metri ed una superficie, all’interno dell’avamporto, di 4.900 metri quadrati. Nell’area saranno previsti anche parcheggi.

Con la fine dell’estate il porto vedrà l’arrivo dei grandi blocchi da collocare nell’area che vedrà poi la nascita della nuova banchina vera e propria: «Sono già a Piombino», così le parole di Morelli. E dovranno essere trasportati a Viareggio, come da condizioni fissate nel bando di gara, a bordo di una chiatta. —