in tribunale  

Incidente in Darsena: per l’investitore di nuovo gli arresti domiciliari

di Donatella Francesconi

Un altro permesso di lavoro è stato richiesto ma non è stato ottenuto dopo che la revoca del primo è diventata definitiva

VIAREGGIO. Quanto disposto dal Tribunale del Riesame di Firenze è diventato definitivo ed Anthony Caturano - il ventiquattrenne che nel febbraio scorso investì ed uccise Andrea Lucchesi, 21 anni, di Lucca e ferì gravemente Fabio Biagini, 24 anni - è tornato agli arresti domiciliari, senza possibilità di recarsi al lavoro. Il giovane torrelaghese era stato arrestato nelle prime ore del mattino nella propria abitazione, dove era tornato dopo l’incidente causato mentre guidava avendo bevuto alcol, in compagnia di 3 amici.

Subito dopo era passato agli arresti domiciliari ed in breve tempo aveva ottenuto un permesso di lavoro, con orario 8-21 dal martedì al sabato e la domenica dalle 9 alle 13. Un provvedimento disposto dal Gip del Tribunale di Lucca, Giuseppe Pezzuti, che era stato appellato dalla Procura (pm Salvatore Giannino) ottenendo ragione dal Tribunale del Riesame.

Incidente in Darsena, la Procura fa appello


Nelle scorse settimane la famiglia di Andrea Lucchesi è stata ricevuta dal presidente del Tribunale di Lucca Valentino Pezzuti, accompagnata dall’avvocato Cristiana Francesconi, per depositare circa 6.000 firme raccolte in 90 giorni per contestare la scelta del permesso di lavoro. Subito dopo, in un lungo intervento, la Camera penale di Lucca aveva preso posizione contestando la raccolta di firme: «Una giustizia in nome del popolo non deve essere concepita come una giustizia del popolo. Non esistono alternative rispetto a questo schema in uno Stato di diritto».

Subito dopo i nuovi arresti domiciliari Anthony Caturano (assistito fin qui dallo studio dell’avvocato Fabrizio Miracolo) ha rinnovato la domanda per un nuovo permesso di lavoro. ma la richiesta è stata respinta.