La “signora della moda” ha inaugurato una nuova boutique in Passeggiata: «Qui è meglio di Forte dei Marmi» 

Silvia Bini ora punta sulla moda-bimbo «Sì, scommetto ancora su Viareggio»

di CRISTINA BULGHERI

l’intervistaAncora una scommessa per Silvia Bini. E ancora sulla Passeggiata di Viareggio. Ad un anno e mezzo dall’apertura di “Càos”, il contenitore-gioiello, la galleria dell’arte della moda, che...

l’intervista

Ancora una scommessa per Silvia Bini. E ancora sulla Passeggiata di Viareggio. Ad un anno e mezzo dall’apertura di “Càos”, il contenitore-gioiello, la galleria dell’arte della moda, che offre “spazi dedicati” ai brand più importanti della sartoria mondiale - da Dolce & Gabbana a Fendi, da Bulgari a Gucci a Stella McCartney – la “signora della moda” viareggina (di origini pisane) si lancia in un’altra avventura, quella dell’abbigliamento per bambini.

Lo ha fattoin pieno agosto inaugurando (in sordina, come nel suo stile) “Baby Carousel”, proprio nell’immobile dirimpettaio a “Càos” (un tempo delle Sorelle Del Mare) che era rimasto vuoto e che offriva l’opportunità di creare una sorta di padiglione consequenziale al negozio principe. Stessa facciata, stesse tende, stesse luci, stesso target: Balenciaga, Gucci, Dolce e Gabbana.

Una nuova scommessa, una nuova avventura. Come nasce l’idea?

«Dalle infinite richieste dei nostri clienti che appunto segnalavano la mancanza a Viareggio di un negozio per bambini che proponesse le collezioni di alcuni stilisti e nomi della moda. Ci ho pensato un po’ perché sul fronte “piccoli” ho poca esperienza ma le ditte con cui ho rapporti mi offrivano anche le loro collezioni da bambino, così mi sono convinta. In più c’era l’occasione di uno spazio idoneo, di una dimensione giusta e per lo più posizionato davanti a Càos. Mi sono buttata».

Se Càos ha uno stile molto moderno, per “Baby Carousel” ha optato per uno stile romantico…

«Ho pensato alla cameretta dei bambini come quella dei miei tempi, ho scelto le affiches di un’artista americana che conosco, il cavallo a dondolo, le bambole di un tempo, la giostra, il pavimento di legno antico recuperato da una casa, un lampadario del ‘700 e oggetti scovati nei mercatini di antiquariato».

Come mai Silvia Bini continua ad investire su Viareggio?

«Perché Viareggio non può aspettare che siano i politici a prendere le iniziative. Devono essere gli imprenditori a rimboccarsi le maniche, le istituzioni possono, e anzi dovrebbero aiutare, sostenere, collaborare. Posso dire che quest’anno Viareggio ha richiamato molta gente – meno della stagione passata per ragioni diverse – ma più di Forte dei Marmi: tante persone venivano da Forte a cena nei ristoranti viareggini perché il rapporto qualità prezzo era favorevole, la stessa offerta degli alberghi è di buon livello e dovrebbe essere incentivata. Il ministro Salvini e Gianna Nannini hanno dormito al Principe di Piemonte e non a Forte dei Marmi. Il recupero del Principino è stata un’ottima opportunità, bar come Galliano, Orsi ma tanti altri in Passeggiata hanno richiamato con le loro iniziative e i loro prodotti di qualità tanti turisti. Non solo: Forte d’inverno è deserta, Viareggio vive. Ecco perché continuo a scegliere Viareggio. Io ci credo». —

CRISTINA BULGHERI