Vandali e spacciatori: grido d’allarme per il parco pubblico

Lido di Camaiore, i residenti protestano per l’incuria: panchine sparite moto sull’erba e al calar della sera arriva la droga

LIDO DI CAMAIORE. Ce n’è per tutti i gusti: dalle panchine divelte e poi sparite, ai vandali che sfrecciano con le moto passando per gli spacciatori e le telecamere di sorveglianza non funzionanti. A questo si aggiunge che per gran parte dell’estate l’erba era alta, un grande segno di incuria. Il parco del quartiere 167, quello davanti alla Croce Verde di Lido di Camaiore, secondo quanto riportano alcuni residenti, starebbe diventando inesorabilmente terra di nessuno.

Da tempo, si parla di almeno tre anni, alcuni cittadini lidesi denunciano una situazione difficile perché quel parco è un punto di riferimento per tutta la comunità: gli anziani vanno là a passare il tempo mentre i bimbi lo usano per giocare. Uno degli abitanti del posto è Noè Maggini si fa portavoce del quartiere: «Il parco è in pessime condizioni - spiega indicando intorno a sé - Qui la notte si ha la percezione che sia pericoloso passeggiare perché gruppi di extracomunitari si aggregano e spesso si nota anche dello spaccio. Non solo - continua - ma accade spesso che le moto ci passino a tutta velocità. Inutile dire che questo è un potenziale pericolo per chi frequenta il parco».

Maggini, che ha a cuore questa fetta di verde tanto da chiamarlo “il mio parco”, racconta che ha segnalato questi episodi alla polizia municipale, forte del fatto che sul posto c’è installata una telecamera.

«Quanto ho chiamato i vigili - racconta - mi hanno detto che quel dispositivo non rientra tra quelli della sorveglianza. C’è da chiedersi che motivo c’era di installarlo se non è possibile consultare le immagini». Non è chiaro se il dispositivo sia stato effettivamente piazzato dal Comune oppure sia privato.

E se la notte esiste un problema di sicurezza, di giorno il problema maggiore è quello della fruizione.

«Gli anziani qui non hanno posti dove sedersi - spiega - prima c’erano più panchine ma sono sparite, evidentemente portate via da qualche vandalo. Le persone sono costrette quindi a portarsi le sedie da casa per sedersi e poi le accatastano da una parte e le legano per non farsele portare via».